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Antonio Zacara da Teramo e il suo tempo A cura di Francesco Zimei edizione Lucca: LIM, (Documenti di storia musicale abruzzese, 2) pagine XXVI + 443 formato 24 x 17 brossura |
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| Euro 50 | ISBN 88-7096-398-5 | ||
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Introduzione Questo volume, che raccoglie e sviluppa i temi affrontati in occasione del Convegno internazionale di studi "Antonio Zacara da Teramo e il suo tempo", tenuto a Teramo tra il 6 e l’8 dicembre 2002, rappresenta per l'Istituto Abruzzese di Storia Musicale - che ne è stato il promotore e l'organizzatore - un significativo traguardo esegetico ed editoriale. L'obiettivo era quello di riunire, nella città che gli diede i natali, i principali esponenti della musicologia medievistica e fare così il punto su un compositore che le fondamentali scoperte degli ultimi decenni hanno degnamente consacrato tra i grandi maestri dell'ars nova europea attivi a cavallo fra Tre e Quattrocento. Una figura così cospicua, ormai familiare a esperti e appassionati di musica in molte parti del mondo, era per contro abbastanza negletta nella sua terra d'origine, che dell'illustre concittadino aveva sinora - per così dire - vissuto di luce riflessa al punto da annoverarne l'esistenza sotto una dicitura impropria e scientificamente obsoleta quale Zaccaria (come attesta perfino una via intitolata a questo nome). Di qui l'idea di `restituirlo' simbolicamente a Teramo, anche con l'intento di indagarne le ascendenze culturali e familiari, che proprio a partire dall'appellativo di Zacara si colorano immancabilmente di trascorsi locali, riconoscibili in un epiteto fulmineo e irriverente il quale doveva scaturire, all'epoca, da un'espressione tipo Antonio lu zàcchero (con le vocali dopo la tonica indistinte, secondo l'uso teramano, donde lo 'Zàccara', o Zàcara, poi accreditatosi a Roma), allusiva ai suoi gravi handicap fisici, ben `fotografati' d'altronde nel capolettera che lo ritrae a c. 175 v del codice Squarcialupi: piccolo, storpio, gobbo e focomelico. Eppure, proprio con quelle mani inutili e deformi, egli riuscì, per aspera ad astra, a riscattarsi dal rischio di una vita di stenti eccellendo in modo davvero sorprendente nella Roma post-avignonese come abile miniaturista, divenendo poi scríptor litterarum apostolicarum e frattanto alimentando il suo genio fertile e proteiforme attraverso la coltivazione della musica, della retorica e della poesia sino a raggiungere le più alte vette artistiche e professionali, ben sintetizzate dall'incarico magistrale presso la cappella pontificia. Proprio da questa forte ascesa sociale potrebbe anzi essergli derivato l'altro appellativo di Magister Zacharias, alle radici di un equivoco onomastico curiosamente nato, forse per volontà dello stesso titolare, attraverso la latinizzazione - per ragioni di prestigio - dell'ormai abusato soprannome. Attraverso questi brevi cenni si spera di aver suscitato, in chi legge, un'istintiva curiosità nei confronti del personaggio. Addentrandosi nelle pagine che seguono si avrà poi modo di coglierne appieno la complessa vicenda umana e la straordinaria esperienza artistica, inquadrate al cospetto della Storia in un contesto politico e culturale suggestivo come quello del Grande Scisma (1370-1417). Con ciò il proposito iniziale non solo può dirsi pienamente conseguito, ma vieppiù onorato da un sensibile aumento delle conoscenze su Antonio Zacara da Teramo grazie alle sapienti e appassionate ricerche degli studiosi che hanno contribuito a questo volume, ai quali si deve la più profonda e affettuosa gratitudine. Sommario Introduzione - Principali manoscritti citati - Bibliografia Agostino Ziino «Magister Antonius dictus Zacharias de Teramo»: 1950-2000 Raffaele Colapietra Teramo negli anni di Zacara Giuliano Di Bacco - John Nadas Zacara e i suoi colleghi italiani nella cappella papale David Fallows Zacara's voice ranges Jan Herlinger Nicolaus de Capua, Antonio Zacara da Teramo, and musica ficta Margaret Bent Divisi and a versi in early fifteenth-century mass movements Marco Gozzi Zacara nel Codex Mancini: considerazioni sulla notazione e nuove attribuzioni Lucia Marchi La resezione fiorentina di Zacara da Teramo e il codice Squarcialupi Maria Caraci Vela Dall'arte allusiva all'intertestualità `fisiologica': aspetti del processo compositivo in Zacara da Teramo Anne Hallmark Rhetoric and Reference in Je suy navvrés tan fort Francesco Zimei Variazioni sul tema della Fortuna Gianluca D'Agostino Le ballate di Zacara Thomas Schmidt Beste Aer ytalicus - aer gallicus? Text setting and musical rhythm in sacred compositions of Antonio Zacara da Teramo and his contemporaries Pedro Memelsdorff `Vilage': fortuna e filiazione di un Credo di Zacara Michael Scott Cuthbert Zacara's D'amor lauguire and strategies for borrowing in the early fifteenth-century Italian Mass Francesco Facchin Stili vaganti! Paolo Peretti «Antonius de Eugubio» : un altro nome per Zacara? Francesco Zimei Catalogo delle opere di Zacara Gianluca Tarquinio Discografia di Antonio Zacara da Teramo Indice analitico |
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