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Gianluca TARQUINIO
Dal 'cilindro' di Tosti
Discografia generale dei compositori abruzzesi




Note biografiche a cura di di Marilde Cavuto

Prefazione di Francesco Sanvitale

edizione Lucca: LIM, 2007 (Documenti di storia musicale abruzzese, 4)
pagine XLVII + 588
formato 24 x 17 • brossura

Euro 50 ISBN 88-7096-541-4
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Questo lavoro sulla discografia abruzzese, ancorché presentarci un aspetto tanto inedito quanto rappresentativo delle creatività musicale di una regione
che solo dalla metà del secolo scorso ha visto nel proprio sviluppo socio-culturale una sistematica idea di organizzazione musicale, è fuor di dubbio il frutto riuscito del titanico impegno di Gianluca Tarquinio. Introducendo con i suoi studi questa nuova branca delle scienze musicali nella regione, ha colmato un vuoto arricchendo il panorama, già peraltro ampio e qualificato, della ricerca musicale abruzzese. Lavoro di estrema complessità, non soltanto per la mole di dati di ogni genere risultanti dalle incisioni discografiche dedicate ai compositori abruzzesi d'ogni tempo, ma anche, e direi soprattutto, per la difficoltà di trovare una soluzione nella scelta delle molteplici impostazioni su cui strutturare l'ideologia e la redazione del volume.
Non rivelerò un segreto nel ricordare i numerosi e lunghi incontri che il direttore della collana Francesco Zimei e il sottoscritto abbiamo dedicato a questo tema fondamentale per l'individuazione di una linea editoriale e scientifica che tenesse conto di ogni aspetto necessario alla realizzazione di uno strumento inedito per l'ambito trattato, e che raggiungesse il più alto livello possibile per la qualità e la quantità delle informazioni. Ciò non perché Tarquinio non avesse le idee chiare, tutt'altro, tanto che poi è passata convincentemente la sua impostazione, quanto per le diverse impostazioni "storiche" delle linee editoriali che condizionavano, in positivo, Zimei e me per la tradizione delle pubblicazioni realizzate da anni ormai dalle istituzioni che rappresentiamo. E infatti i criteri procedurali erano numerosi e tutti o quasi validi: è prevalsa la linea più ragionevole e probabilmente capace di contemperare le diverse necessità e aspettative dell'Istituto Abruzzese di Storia Musicale, dell'Istituto Nazionale Tostiano, dell'editore e dell'autore. Tarquinio ha proposto e realizzato un'impostazione catalografica, cioè ha scelto di trattare e illustrare ogni oggetto discografico contenente composizioni di "tutti" gli autori abruzzesi. Un lavoro titanico aggravato dal fatto che ormai la registrazione di un CD è un' operazione sempre più semplice e sempre meno costosa, da potersi fare "in proprio" bypassando le case discografiche e quindi ogni controllo di scelte artistiche, culturali, commerciali.
In tal modo è demandato al lettore ogni giudizio e considerazione su autori, interpreti e composizioni. Una scelta obbligata per evitare altre soluzioni che, per quanto valide, avrebbero comunque posto il problema di scelte e di giudizi, che, per quanto corretti e in buona fede, sono sempre opinabili.
Resta solo di sottolineare la qualità del lavoro di Tarquinio e il peso di un impegno ultradecennale svolto con rigore scientifico e anche con rare qualità investigative specie per le incisione più datate censite spesso non sugli oggetti discografici originali (sarebbe stato impossibile), ma su vecchi cataloghi, praticamente introvabili (ma non per Gianluca Tarquinio) anche perché di case discografiche ormai da tempo scomparse. Altro problema brillantemente risolto questa volta dalla giovane collega Marilde Cavuto è quello delle schede biografiche di tutti gli autori trattati. Non si poteva fare diversamente da pubblicare brevi profili più o meno della medesima lunghezza per tutti: ciò per Tosti o Braga o Zàcara e altri nomi eccellenti fino ai contemporanei come Di Bari o Bellafronte, e il giovane alle prime esperienze col proprio CD fatto in casa. Una buona soluzione è stata quella di inserire nei profili dei compositori oggetto di qualificata bibliografia critica e biografica un riferimento, uno solo, per chi volesse approfondire il musicista e la sua opera.
Possiamo concludere che ora il lettore ha nelle sue mani un' opera che non è esagerato né retorico definire monumentale e per la quale 1'Istituto Nazionale Tostiano è onorato di aver dato la propria collaborazione e ogni possibile supporto scientifico. Peraltro, e in conclusione, questo pregevole lavoro di Gialùuca Tarquinio è un altro esempio virtuoso della volontà e della capacità dei centri di ricerca musicologica abruzzese come appunto 1'Istituto Abruzzese di Storia Musicale, 1'Istituto Nazionale Tostiano di Ortona e altre importanti realtà come il Centro Studi "Francesco Masciangelo" di Lanciano di collaborare fattivamente e, come oggi è in uso dire, di mettersi in rete per un impegno che spesso non è appariscente ma, in modo discreto e modesto, semplicemente utile.

Francesco Sanvitale