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Maria Cristina CARUSO Canzuni e capuàni Repertori vocali femminili a Saponara edizione Lucca: LIM 2003 (Alia Musica, 9) pagine 110 (con cd allegato) formato 21 x 31 brossura, ill. |
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| Euro 25 (incluso cd) | ISBN 88-7096-356-x | ||
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L'etnomusicologia italiana, nei decenni passati, ha lavorato prevalentemente alla identificazione di aree di presenza di sistemi musicali, forme, repertori, strumenti, e alla loro definizione. Così si sono individuate le zone di pertinenza, ad esempio, della polivocalità ad accordo, del canto a due voci, delle ballate, o dei vari modelli di zampogne italiane, delle tecniche esecutive applicate al tamburello, eccetera. Di questi e di altri oggetti si sono indagate le caratteristiche specifiche, le differenze e i punti di contatto con altre tradizioni, con l'intento primario di costruire un quadro complessivo, una mappatura del territorio quanto più possibile dettagliata che aprisse la strada a lavori di analisi particolare. Così soprattutto negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi su aree ristrette, le analisi anche minuziose di tradizioni locali, delle quali si intendono mettere in luce le specificità e le analogie, le relazioni con altre tradizioni più o meno direttamente a queste correlabili. I quali studi possono anche indagare dettagliatamente, per l'ambito circoscritto di cui si occupano, i meccanismi di trasmissione culturale, gli apporti individuali dei diversi protagonisti, insomma il formarsi e trasformarsi di segmenti anche rilevanti di tradizione. Questi lavori diventano così strumenti utili ad una nuova attenzione dell'etnomusicologia per i sistemi di comunicazione, per i metodi di trasmissione ed elaborazione culturale; contribuiscono pure alla riflessione sulla metodologia e sugli scopi della nostra disciplina. In questo filone di studi locali si colloca questo volume, che indaga la tradizione vocale femminile a Saponara, un villaggio situato nella valle di una fiumara della parte nord-orientale della Sicilia, in provincia di Messina, non distante dalla costa tirrenica. Villaggio agricolo e pastorale, ma anche sede di un'attività di produzione di laterizi, dunque con un'economia e una composizione sociale articolate, non escluso dagli scambi che avvenivano e avvengono lungo la costa, ma pure aperto, per le vie delle valli dei colli Peloritani, alla comunicazione con l'interno e con i villaggi del versante fonico. Il repertorio delle signore Angela e Giuseppa Cucinotta e Maria Gangemi è l'oggetto principale della trattazione: sia sul piano dell'analisi musicale e dei testi poetici che su quello della funzione, della collocazione sociale, su quello della sua costruzione, nel quale gli elementi biografici risultano ovviamente rilevanti. I repertori di canto lirico, monodici e polivocali, della Sicilia nord-orientale sono oggi oggetto di particolare attenzione, da parte di diversi studiosi, per quanto riguarda i modelli melodici, i punti di contatto e le differenze tra le esecuzioni ad una e quelle a più voce, la relazione tra moduli poetici di circolazione più o meno ampia e formule improvvisate. La trattazione di Maria Cristina Caruso offre un contributo importante non solo alla storia di Saponara, ma pure, in una più larga prospettiva, ad una migliore comprensione della circolazione di cultura in quella parte della provincia di Messina, tra lo Jonio e il Tirreno, costituita dai villaggi dei colli Peloritani; su un piano ancora più ampio, ad una nuova interpretazione dei fenomeni legati alla multiforme e articolata presenza, sul territorio italiano, dei cosiddetti repertori lirici, le cui vicende, oggi ben conosciute nelle linee generali, sembrano richiedere nuove definizioni e nuovi inquadramenti. Nico Stani |
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