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Canzoniere di Isabella d'Este.
Il manoscritto Roma, Biblioteca Casanatense 2856: un canzoniere ferrarese del XV secolo. (ca. 1480-1490).
A cura di Lewis Lockwood

edizione (Lucca: Lim, 2007)
pagine - XXXII + 331, 1 colour table + 331 b/w photo reproductions
formato 24,5 x 34, cloth bound

Euro 300 ISBN 88–7096–340–3

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Questa splendida raccolta di 123 composizioni profane rappresenta una delle più antiche testimonianze musicali delle corti rinascimentali degli Estensi a Ferrara e dei Gonzaga a Mantova. Dagli studi condotti è emerso che il Canzoniere era stato scritto per Isabella d'Este (1475-1539), figlia di Ercole I e di Eleonora d'Aragona. Isabella, educata alla corte di Ferrara, aveva ereditato dai suoi avi la passione per la poesia e per la musica che aveva studiato sotto la guida di Johannes Martin de Armentières. Giangiorgio Trissino (1478-1550) nell'opera Ritratti descrive la sua maestria nel canto accompagnata dal suono del liuto, suonato da lei stessa. Divenuta marchesa di Mantova, avendo sposato Francesco II Gonzaga (1466-1519), si circonda dei più insigni artisti del tempo, facendo di Mantova una delle corti più prestigiose del Rinascimento. L'attribuzione del Canzoniere a Isabella d'Este è comprovata dalla rappresentazione degli stemmi della famiglia d'Este di Ferrara e Gonzaga di Mantova, ambedue inseriti nella decorazione miniata alla c. 3v. Il manoscritto appartenne all'illustre bibliofilo e musicologo Giuseppe Ottavio Pitoni (1657-1743) e giunge in Casanatense nel 1844 con il lascito Baini, donde l'annotazione 'ex dono Baini' all'interno della legatura.



A Ferrarese Chansonnier. (Canzoniere di Isabella d'Este). Biblioteca Casanatense 2856:
Ed. by Lewis Lockwood.

The manuscript Roma, Biblioteca Casanatense 2856 (formerly O.V. 208) is the sole surviving Ferrarese chansonnier of the late fifteenth century, the period of the reign of Duke Ercole I d'Este, who ruled Ferrara from 1471 to his death in 1505. Dating from about 1480, and made originally in connection with the betrothal of Isabella d'Este to Fran-cesco Gonzaga, it is one of the most impor-tant and representative secular manuscripts that we possess from any Italian court of this period. It contains three- and four-voice se-cu-lar pieces by major composers of the pe-riod 1460-1480, most of them active in Italy, and including such masters as Josquin Desprez, Johannes Japart, and Johannes Martini.