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The Lucca Codex - Codice Mancini Lucca, Archivio di Stato, MS 184 - Perugia, Biblioteca Comunale 'Augusta', MS 3065 Introductory study and facsimile edition by John Nádas and Agostino Ziino edizione Ars Nova, 1 pagine 228 [92 tavole a colori e 18 fotografie ai raggi ultravioletti in b/n] formato 21 x 29.5 rilegato |
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| Euro 155 | ISBN 88-7096-009-9 | ||
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[Volume in lingua inglese] Il codice di Lucca (Codice Mancini), i cui fogli superstiti sono oggi conservati a Lucca e a Perugia, testimonia eloquentemente la florida tradizione compositiva nord e centro-italiana fra XIV e XV secolo, consegnandoci un grande numero di unica del periodo tardo-arsnovistico. Lo studio che accompagna il facsimile rintraccia le origini del manoscritto nel contesto storico e culturale delle corti di Giangaleazzo Visconti a Pavia e di Francesco Carrara "il Novello" a Padova. Sul finire del primo decennio del XV secolo la raccolta prese la via del sud, forse entrando in contatto con le cappelle papali di Pisa e Bologna, per approdare quindi a Firenze, dove i brani dei compositori locali furono aggiunti nei fogli finali. Lo studio introduttivo comprende la ricostruzione dell'assetto originario della fonte, la ricognizione del suo contenuto, numerose tavole di concordanze, la trascrizione di quattro brani e le riprese fotografiche ai raggi ultravioletti dei fogli maggiormente danneggiati. The Lucca Codex. Codice Mancini. Lucca, Archivio di Stato, MS 184 - Perugia, Biblioteca Comunale "Augusta", MS 3065. Introductory study and facsimile reprint by John Nádas and Agostino Ziino. English text. In-4, 228 pp., 92 colour plates and 18 UV b&w photographs, hard cover (Ars Nova, 1). The Lucca (Mancini) Codex is an incomplete source, the surviving pages of which are now preserved in Lucca and Perugia. It testifies eloquently to the flowering of composition in north and central Italy at the end of the fourteenth and the beginning of the fifteenth century. Included are a number of otherwise unknown works of the late Ars Nova. The text accompanying the present edition examines the origins of the source and its content within the historical and cultural contexts of the north Italian courts of Giangaleazzo Visconti (Pavia) and Francesco Carrara (Padua). Towards the end of the first decade of the fifteenth century, the collection was taken south, possibly coming into contact with the papal chapels of Pisa and Bologna, before arriving in Florence where pieces by local composers were copied onto its final pages. The introduction reconstructs the original appearance of the source, and gives a full inventory of its contents. Also included are comparative tables, transcriptions of four pieces and ultraviolet photographs of the more damaged sheets. |
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