Genovieffa RAVISSA
Trois sonates
pour le Forte-Piano avec Accompagnement du Violon ad libitum




Introduzione e revisione di Claudia Schweitzer
Traduzione di Marina Caracciolo

edizione LIM, 2005 (Corona di delizie musicali, 7)
pagine XXII+51
formato 23 x 31 • brossura

Euro 26 ISBN 88-7096-402-7
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Nel primo volume della Storia del Teatro Regio di Torino (Il teatro di corte: dalle origini al 1788), Marie Thérèse Bouquet dedica soltanto una breve nota alla musicista Genovieffa Ravissa. Vi si legge: "Il giorno 8 giugno 178o, incontriamo al Carignano la cantante Genovieffa Ravizza; aveva cantato a Parigi (sempre ai "Concerts Spirituels") il 25 marzo 1778 un'aria di Anfossi, poi ben sapete, accompagnata dal violino di Chamberani [= Carlo Chiabrano], e un'aria di Sacchini, Chi m'addita".
Io mi ero interessata per tutt'altro verso a questa musicista: già alcuni anni prima aveva risvegliato la mia attenzione un fascicolo a stampa con sei Sonate per cembalo di una compositrice di nome "Madame Ravissa". Dopo aver trovato nel catalogo delle partiture dell'Archivio « Frau und Musik» l'indicazione dell'esistenza di queste Sonate, ne richiesi il microfilm alla Osterreichische Nationalbibliothek di Vienna, le eseguii e mi rafforzai quindi nella convinzione di voler sapere davvero qualche cosa di più su questa compositrice, dal momento che sulla pagina del frontespizio figuravano soltanto scarsi accenni alla sua persona: "Madame Ravissa di Torino, Insegnante di Clavicembalo e di Canto Italiano". Ben poche informazioni su di lei ha potuto raccogliere anche Julie Anne Sadie per il New Grave Dictionary of Women Composers, informandoci che Madame Ravissa da Torino era cantante e clavicembalista, insegnante e compositrice italiana vissuta nel tardo secolo XVIII. Probabilmente (questa ipotesi però, in base alla nostra ricerca, deve essere riveduta) dal 1778 al 1783 soggiornò a Parigi, dove il 25 marzo 1778 si esibì al Concert Spirituel e dove pure pubblicò le sopraddette Sonate.` Tutto qui.
Ma io ho continuato ad occuparmi delle questioni riguardanti la vita di questa compositrice, cercando ad esempio come dovesse suonare per intero il suo nome o da quale ambiente musicale e sociale provenisse ecc. Nel 2001 la Maecenia-Stiftung di Francoforte sul Meno e l'Institut Historique Allemand di Parigi hanno reso possibile iniziare una ricerca sulla vita e sulle opere di Madame Ravissa. Cominciando da Torino attraverso Parigi e arrivando poi a Neuchatel e a Losanna, questa ricerca ha portato alla luce una storia biografica affascinante.
Con un certo interesse, anche in Svizzera era stata citata qualche volta nei testi una "Genovieffa Ravissa da Torino". Edouard Fillet` e Jacques Burdet danno entrambi notizie di una musicista italiana che sull'ultimoo scorcio del secolo XVIII trascorreva metà della sua vita in Svizzera e dava lezioni di clavicembalo e di canto`' nelle case private dei benestanti e degli aristocratici.
Ciò che però né Burdet né Fallet e nemmeno Edmund Roethlisberger sapevano, e che anche Marie Thérèse Bouquet non cita, è che esistono pure delle composizioni musicali di questa donna; le Sonate attraverso le quali io sono arrivata fino a lei.
Questa artista mi aveva già da tempo affascinato con la sua musica nuova, fresca e vivace, che sembra dirla lunga sulla sua personalità. E così cominciai un'ampia ricerca sulla "mia Madame Ravissa". [...]