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Nel primo volume della Storia del Teatro Regio di Torino (Il teatro di
corte: dalle origini al 1788), Marie Thérèse Bouquet dedica
soltanto una breve nota alla musicista Genovieffa Ravissa. Vi si legge:
"Il giorno 8 giugno 178o, incontriamo al Carignano la cantante Genovieffa
Ravizza; aveva cantato a Parigi (sempre ai "Concerts Spirituels")
il 25 marzo 1778 un'aria di Anfossi, poi ben sapete, accompagnata dal
violino di Chamberani [= Carlo Chiabrano], e un'aria di Sacchini, Chi
m'addita".
Io mi ero interessata per tutt'altro verso a questa musicista: già
alcuni anni prima aveva risvegliato la mia attenzione un fascicolo a stampa
con sei Sonate per cembalo di una compositrice di nome "Madame Ravissa".
Dopo aver trovato nel catalogo delle partiture dell'Archivio « Frau
und Musik» l'indicazione dell'esistenza di queste Sonate, ne richiesi
il microfilm alla Osterreichische Nationalbibliothek di Vienna, le eseguii
e mi rafforzai quindi nella convinzione di voler sapere davvero qualche
cosa di più su questa compositrice, dal momento che sulla pagina
del frontespizio figuravano soltanto scarsi accenni alla sua persona:
"Madame Ravissa di Torino, Insegnante di Clavicembalo e di Canto
Italiano". Ben poche informazioni su di lei ha potuto raccogliere
anche Julie Anne Sadie per il New Grave Dictionary of Women Composers,
informandoci che Madame Ravissa da Torino era cantante e clavicembalista,
insegnante e compositrice italiana vissuta nel tardo secolo XVIII. Probabilmente
(questa ipotesi però, in base alla nostra ricerca, deve essere
riveduta) dal 1778 al 1783 soggiornò a Parigi, dove il 25 marzo
1778 si esibì al Concert Spirituel e dove pure pubblicò
le sopraddette Sonate.` Tutto qui.
Ma io ho continuato ad occuparmi delle questioni riguardanti la vita di
questa compositrice, cercando ad esempio come dovesse suonare per intero
il suo nome o da quale ambiente musicale e sociale provenisse ecc. Nel
2001 la Maecenia-Stiftung di Francoforte sul Meno e l'Institut Historique
Allemand di Parigi hanno reso possibile iniziare una ricerca sulla vita
e sulle opere di Madame Ravissa. Cominciando da Torino attraverso Parigi
e arrivando poi a Neuchatel e a Losanna, questa ricerca ha portato alla
luce una storia biografica affascinante.
Con un certo interesse, anche in Svizzera era stata citata qualche volta
nei testi una "Genovieffa Ravissa da Torino". Edouard Fillet`
e Jacques Burdet danno entrambi notizie di una musicista italiana che
sull'ultimoo scorcio del secolo XVIII trascorreva metà della sua
vita in Svizzera e dava lezioni di clavicembalo e di canto`' nelle case
private dei benestanti e degli aristocratici.
Ciò che però né Burdet né Fallet e nemmeno
Edmund Roethlisberger sapevano, e che anche Marie Thérèse
Bouquet non cita, è che esistono pure delle composizioni musicali
di questa donna; le Sonate attraverso le quali io sono arrivata fino a
lei.
Questa artista mi aveva già da tempo affascinato con la sua musica
nuova, fresca e vivace, che sembra dirla lunga sulla sua personalità.
E così cominciai un'ampia ricerca sulla "mia Madame Ravissa".
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