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Francesco BUSSI La musica strumentale di Johannes Brahms edizione Lucca: LIM - fuori collana pagine 438 formato 16 x 23 brossura |
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Euro 38 |
ISBN 88-7096-524-7 | ||
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Questo lavoro costituisce l'adempimento di un'antica promessa - quasi il memore scioglimento di un voto - a Giulio Confalonieri, che per primo, in un passato ormai remoto, mi introdusse a Brahms e mi propose - a ragione? a torto? - di occuparmene; e insieme un atto spassionato di fede tenace e di :perdurante amore verso un musicista a me sommamente caro da sempre per la sotterranea affinità elettiva, quindi per la lunga e diuturna dimestichezza, per una sorta di esclusiva saturazione affettiva e intellettiva che a lui mi lega come a un alto e imponderabile secretum. Credo che a tutti sia toccato in sorte un musicista-radar: il mio, a giudicare dai sintomi e da una certa spinta a scriverne (se è lecito invocare a parziale scusante l'impegnativo precedente di un Francesco De Sanctis) dovrebbe essere Brahms. Entro l'imponente fioritura di letteratura musicologica, critica e saggistica Brahmsiana scarseggiano finora i contributi italiani, né io pretendo di arrogarmi il titolo esclusivo o il merito prioritario di un «libro italiano su Brahms»: solo vorrei, ben consapevole della difficoltà dell'impresa, avviare un discorso ovvero sollecitare un interesse in altri che sappiano fare di più e di meglio. Tuttavia, parecchi autorevoli studiosi italiani si sono finora occupati di Brahms in sparsi scritti, e fra i piu recenti emerge agevolmente Massimo Mila, cui spetta a pieno diritto, senza tema di smentite, la qualifica di «primo Brahmsiano d'Italia» in assoluto, felicemente librato tra intelligenza e affetto, sensibilità e cultura, paladino impavido dell'oggetto del suo amore. Parallelamente ha attinto punte addirittura consumistiche, per intensità, estensione e continuità, il successo, si dica pure la riscoperta di Brahms da parte del grande pubblico musicale medio, che sempre più mostra di gradirne la musica nei concerti e nelle incisioni discografiche. Fra gli indici massimi della sua rinnovellata fortuna si possono annoverare i grandi cicli sinfonici o sinfonico-corali, anche pluriennali, i festival, le Festwochen, e simili, a lui dedicati, la recente ristampa degli Opera omnia da parte di Breitkopf & Hartel, il progetto di nuovi Opera omnia, l'inesausto interesse degli studiosi di tutto il mondo per la sua opera e la completa registrazione della sua produzione cameristica (DGG), pianistica (Julius Katchen), per violino e pianoforte (Decca), delle sinfonie, dei concerti, di buona parte della musica vocale e delle grandi composizioni sinfonico-corali (cui non osta la notoria difficoltà di rendere adeguatamente in disco la densa, vasta, complessa orchestra brahmsiana). Eppure, finora i filobrahmsiani lettori d'Italia sono dovuti ricorrere alle traduzioni di tre monografie straniere, in attesa di altre similari traduzioni avvenire: lo schizzo estremamente limitativo, quasi deformante, assolutamente superato, di Paul Landormy e, su un piano superiore per lucida e obiettiva consapevolezza musicologica, il ritratto documentario, biografico e critico, vivo altresi di un caldo tono umano, di Karl Geiringer, ai quali si sono aggiunti di recente l'agile e brillante profilo dell'uomo e dell'artista a cura di Sergio Martinotti, cui l'evidente intento divulgativo non ha impedito di esplicare le notorie doti di acutezza, penetrazione ed eclettismo, e parimenti la traduzione dell'originale lavoro di H. A. Neunzig. Non so se nel presente contributo i lettori troveranno l'auspicata «monografia critica italiana»: non certo l'indulgente biografia romanzata, ma neppure il rigido e arido impianto 'scientifico', accademico e settoriale; piuttosto un tentativo o un consuntivo d'informazione e di messa a punto, mediamente accessibile su un piano di decorosa divulgazione, sgombro dei pregiudizi del passato, abbastanza severo nei riguardi di leggende da sfatare e imparziale nel registrare valori e disvalori, comunque volto a consacrare piu che a dissacrare e quindi deciso a opporre una perentoria affermazione - da autentico 'brahmino' redivivo - alla fatidica richiesta, formulata sulle orme del romanzo di Françoise Sagan, Aimez-vous Brahms?, quindi allineato favorevolmente dalla parte della ormai mitica autorevolezza dei Kalbeck e dei Reimann, degli Orel e dei Rostand, dei Niemann e dei Gai, contro gli irriducibili denigratori. (...) |
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