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Euro 15 |
ISBN 88-7096-559-9 | ||
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Entro il vasto alveo della letteratura dedicata a Brahms, quanti vi hanno contribuito, dai meri biografi ai più disparati esegeti, hanno rimarcato in genere, più o meno diffusamente, il peso, l'entità, la portata della sua 'eredità', di quanto cioè egli abbia proiettato la sua ombra su tutta una serie di seguaci, di proseliti, di imitatori e simili, già lungo l'Ottocento e oltre, nel continente europeo e oltre. Non manca chi, pur in minoranza, nega o sminuisce pretestuosamente, pur con una parte di veridicità, tale 'influenza' (termine abusato) come tale bandito dal presente lavoro), disconoscendo a Brahms la funzione di profeta di una nuova era, di istitutore di un nuovo corso, attribuendola invece ai notori, eminenti oppositori di Brahms e del 'brahmsismo', Liszt e Wagner, esponenti di assoluto spicco della Neue deutsche Schule, sorta nel 1859, aperta alla Zukunft, quindi fonte e alimento d'ispirazione per le giovani generazioni di compositori. Ma la maggioranza degli studiosi intenti a Brahms convennero o convengono sulla sua rilevanza di modello ineludibile per la schiera di continuatori più o meno sostanziali che non gli si sottrassero, a cominciare ovviamente dalla Mitteleuropa - Germania e Austria in primis - e a cominciare pure dal ricalco dei tratti più vistosi e rimarchevoli del suo linguaggio, sorta di punto nodale da cui si dipartono plurime ramificazioni. (...) |
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