  |
|
Il volume di Domenico Giannetta sui Nocturnes di Claude Debussy
si sviluppa su più piani diversamente inclinati e fortemente interconnessi.
Si tratta di un lavoro analitico serrato, che non cede mai al resoconto
facile, alla suggestione accattivante, alla descrizione superficiale di
ciò che risulta più o meno ovvio in parti tura. E che, nel
contempo, non si rivela mai pedante, non aggroviglia i concetti, non oscura
la comprensione.
Non si tratta di una lettura semplice, è vero, non almeno nel senso
di "leggera", giacché affronta una materia difficile
come può essere l'analisi di un'opera simbolo della poetica debussyana
qual è quella dei Nocturnes. Pur tuttavia l'abilità
di Giannetta sta proprio nel saper gestire con grande chiarezza un percorso
ampio e articolato, che scava nel dettaglio senza perdere di vista il
risultato d'insieme, che rincorre singoli eventi per collocarli o ricollocarli
alloro giusto posto nella globalità dell'opera.
Una stringata Introduzione spiana la strada ai sette capitoli in cui si
articola il lavoro di Giannetta, i cui risultati vengono sintetizzati
e discussi nelle ampie Conclusioni.
Tre utili Appendici (Appendice l: Classificazione dei sistemi modali,
Appendice II: Mappa dei motivi, Appendice III: Glossario) e una sequenza
di Riferimenti bibliografiei chiudono il volume.
Nell'Introduzione Giannetta lancia una sfida coraggiosa: dimostrare che
dietro le trame sonore che tendono a rendere indistinte le relazioni strutturali
fra le singole parti e il tutto, che oltre la patina sonora soffusa e
indistinta, tipica del periodo simbolista debussyano, che sembra voler
suggerire sensazioni piuttosto che produrre certezze, esiste un disegno
compositivo preciso, che conferisce un senso formale definito alla composizione.
|