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Wolfgang Amadeus MOZART L’autografo dell’Adagio KV356 (617a) per Glasharmonika nella Bibliothèque nationale de France di Parigi (Département de la Musique, Sammlung Ch. Mahlerbe, Signatur: Ms. 220). Edizione in facsimile A cura di Giacomo Ferrari Testi in Italiano, Inglese, Tedesco edizione Lucca: LIM 2008 - Fuori collana pagine XVI + 2 formato 23 x 33 scatola cartonata, facsimile in cartoncino sagomato |
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| Euro 60 | ISBN 88-7096-501-8 | ||
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Poco è noto sulle origini dell'Adagio per Glasharrnonika KV 356 (617a) di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791). Il compositore salisburghese, infatti, omise di registrare la composizione nel catalogo autografo delle proprie opere che egli aveva iniziato a tenere a partire dal febbraio 1784. Questo fatto, però, non deve trarre in inganno. È difatti successo più di una volta che il compositore salisburghese si fosse 'dimenticato', o più semplicemente, avesse sospeso la registrazione di composizioni proprie nel catalogo per diverse ragioni, alcune delle quali ancora da indagare con maggior cognizione di causa. Sebbene fino a qualche tempo fa fosse opinione comune che la composizione appartenesse ad una fase creativa precedente, diversi indizi invitano a collocarne la stesura nell'estate del 1791, un periodo particolarrnente prolifico per un compositore impegnato su diversi fronti. In quei mesi, infatti, si registranno la stesura della Clemenza di Tito KV 621, della Zauberflute KV 620 e di tanti altri lavori a cui il compositore si stava dedicando con incredibile energia. A parte ogni considerazione di carattere stilistico e filologico, un'importante circostanza ai fini di una corretta datazione del brano consiste nella notizia di un concerto tenuto il 19 agosto 1791 a Vienna da Marianne Kirchgeßner, apprezzata virtuosa dello strumento, durante il quale venne eseguito l'Adagio und Rondò KV 617 per Glasharmonika, flauto, oboe, viola e violoncello sempre di Mozart. In quell'occasione vennero eseguite anche musiche di altri autori tra cui delle variazioni di Johann Baptist Vanhal (1739-1813). Non è noto invece se, in tale occasione, sia stato presentato anche l'Adagio KV 356 (617a), ma la cosa, alla luce di ciò che si dirà oltre, appare probabile. (...) L'autografo (31x21) viene qui riprodotto nelle dimensioni nella fedeltà dei colori originali, secondo quanto permesso dalle moderne tecniche di stampa. |
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