Loreto, I libretti musicali della Biblioteca Algoniana di Siracusa


Alessandro LORETO
I libretti musicali
della Biblioteca Alagoniana di Siracusa

edizione Lucca: LIM 2006
pagine L + 411
formato 17 x 21 • brossura


Euro 50 ISBN 88-7096-447-9
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Prefazione
Il ponderoso catalogo che Alessandro Loreto presenta in questa pubblicazione non è solo il risultato di un indefesso lavoro durato anni, svolto in modo disinteressato e non sempre in agevoli condizioni di accessibilità diretta ai documenti e alle testimonianze storiche oggetto della catalogazione; esso è anche il frutto di una ancor più lunga preparazione pregressa, condotta in seno all'università a diversi livelli di formazione, tesa ad acquisire tutte le cognizioni necessarie ad affrontare con correttezza scientifica un compito così ampio. Questo catalogo, infatti, si colloca dopo il completamento di lunghi e onerosi studi musicali e musicologici da parte dell'autore; il nucleo iniziale del lavoro è nato come atto conclusivo di un ulteriore approfondimento accademico, il Master di secondo livello in Filolo gia dei testi musicali medioevali e rínascimentali, seguito da Loreto presso la Facoltà di Musicologia di Cremona (Università di Pavia) nell'anno accademico 2002-2003.
È evidente che un siffatto catalogo in primo luogo ha il pregio di consolidare la nostra conoscenza su natura e consistenza di un fondo librario altrimenti poco noto; così facendo, ne favorisce anche la conservazione, preservandolo da quelle dimenticanze e da quegli inopportuni "passaggi di proprietà" che più facilmente si possono verificare nei fondi non adeguatamente scandagliati e censiti.
Ma oltre a questo primo risultato basilare, tale catalogo ha il merito di dischiudere ad una ampia cerchia di studiosi minuziose notizie circa un cospicuo corpus di libretti per musica. Esso diventa così un supporto informativo che alimenta lo sviluppo di ulteriori ricerche in vari settori della cultura: in primo luogo quella musicale, ma anche quella teatrale e letteraria.
Il lavoro di Loreto, tuttavia, presenta un'ulteriore caratteristica che non può essere sottaciuta. Contrariamente a quanto qualcuno ancora si ostini a ritenere, una attività di catalogazione non è mai un lavoro meccanico, che
si possa ridurre alla ripetuta applicazione di una serie di regole più o meno esaustive. Semmai, essa richiede una somma di competenze - spesso anche molto eterogenee - che aumenta nella misura in cui il materiale da catalogare è complesso dal punto di vista storico e culturale. I libretti musicali qui descritti sono un tipico esempio di documento nel quale confluiscono esperienze differenti, musicali, letterarie e drammaturgiche, nelle quali il catalogatore deve sapersi orientare senza indugio. Ed ancora, il catalogatore deve cercare di ricollocare ogni documento nel contesto culturale nel quale esso fu originato: ecco quindi che deve saper rileggere gli eventi storici alla luce dei documenti che descrive. Anzi, nel caso di questo lavoro Loreto ha dovuto talvolta seguire l'iter inverso: a partire dai libretti egli ha potuto, oltre che dovuto, ricostruire le vicende storico-musicali della Sicilia sud-orientale - e segnatamente siracusane - del Settecento, potendosi solo in parte avvalere di quanto da egli stesso già indagato in precedenti studi e pubblicazioni.
E proprio tale è il pregio di questo, come di ogni buon catalogo: non solo la meticolosa ricognizione e descrizione di ogni singolo documento, ma la conferma (o la smentita) delle nostre ipotesi storico-culturali - spesso formatesi in precedenza solo sulla base di mere intuizioni, magari valide ma non comprovate - proprio attraverso l'evidenza documentaria rilevata mediante il processo di catalogazione; e talvolta la catalogazione in sé è il primo passo in assoluto per la ricostruzione di scenari storici mai prima indagati. Ecco quindi che un ben ponderato saggio introduttivo, così come la visione di insieme di tutte le schede catalografiche ed eventuali rimandi interni ad esse rendono il catalogo cartaceo ancora competitivo nei confronti dei cataloghi elettronici, che pure tanti meriti hanno per la diffusione della conoscenza dei nostri fondi librari.
Una menzione particolare spetta agli indici posti in coda al lavoro. Come per ogni repertorio biblíografico, gli indici non sono una componente di valore secondario, quanto invece una chiave di accesso di assoluta importanza alla gran mole di informazioni contenute nella parte principale del repertorio stesso. Gli indici di questo catalogo sono numerosi e compilati con acribia; anch'essi non sono l'esito di una applicazione meccanica, ma il risultato di un lavoro di paziente discernimento e ordinamento: quanto più il lettore li scorre con facilità e con soddisfazione, tanto maggiore è stato il lavoro condotto per la sua redazione.
Vorrei spendere un'ultima parola di plauso per chi ha patrocinato la
presente pubblicazione. Non solo in questi momenti di crisi economica, ma purtroppo spesso anche in altri periodi ben píù floridi non c'è una soverchia attenzione a sovvenzionare studi e pubblicazioni che indaghino e rivalutino il nostro patrimonio storico musicale. Sono ben lieto di assistere a questa eccezione, con la speranza che non si tratti di un episodio isolato,
ma che addirittura sia un segnale incoraggiante di una sempre maggiore attenzione di enti pubblici e privati verso la ricchezza dei fondi bibliotecari di cui è così ricca la nostra terra, e verso quelle figure specializzate di musicologi e bíbliografi, formati con piena competenza disciplinare alla gestione e promozione di tali ricchezze.

Pietro Zappalà