  |
|
Premessa
Nessun libro, credo, nessun manuale di storia della musica ignora il nome
e la figura di Giovanni Battista Martini, così come nessuna rivista
specializzata, probabilmente, ha mai mancato di ricercare e intrattenersi
sulla funzione svolta negli anni e nei secoli dal vecchio e famoso francescano
più noto come Padre Martini. Ma citare un nome, tratteggiare una
figura, studiare e descrivere un settore di attività non significa
affatto mettere a disposizione dei cultori della musica classica, della
musica antica, della storiografia musicale un ritratto sintetico e verosimile
del personaggio.
Vero personaggio, anzi protagonista del Settecento europeo e della sua
civiltà artistica, Padre Martini nacque a Bologna nel 1706, esattamente
trecento anni or sono: in tale occasione di festa, mentre è auspicabile
e certo verificabile che abbiano luogo manifestazioni d'ambito universitario,
conservatoriale, conventuale destinate a perlustrare variamente l'uno
o l'altro dei tanti registri a suo tempo affrontati dal grande organista
e maestro di cappella, forse cade opportuna anche una trattazione panoramica
come la seguente. In un centinaio di pagine o poco più, chi scrive
non presume di esser sceso in tutti i diversi particolari del suo oggetto
multiforme e involontariamente elusivo, ma spera di aver potuto volare
abbastanza alto per vedere, toccare, scegliere, illustrare, commentare
alcuni, eventualmente i principali fattori di quel prodotto corposo e
complicato che è il Padre Martini con la sua vita e la sua musica,
la sua didattica e la sua eredità.
A questo lavoro per me un po' insolito - ritengo opportuno dichiararlo
- sono giunto da diverse direzioni. Negli ultimi decenni ho scritto molto
sul teatro d'opera, sulla cantata, sul vocalismo classico, ma mi sono
anche occupato di musica sacra e della storia della musica a Bologna:
queste due strade, alimentate da un'annosa nonché volonterosa pratica
d'insegnamento e da una
certa, sincera ma non immodesta vocazione all'enciclopedismo (chiara,
con tutti i suoi limiti, in un grosso Dizionario di musica classica fresco
di stampa che può sempre servire a corollario di questo agile Padre
Martini), si sono poi trovate a convergere sul nome cui è intitolato
il Conservatorio dove insegno da diciotto anni, sulla celebrazione del
suo bicentenario (1804-2004), sulla
personalissima simpatia nutrita da un normale storico contemporaneo (qual
sono) nei confronti di un eccezionale storico e anzi pioniere della storia
d'altri tempi (quale il nostro P. M.). E così ha preso forma questo
libro, che ha pescato molto nelle reti delle fatiche altrui e ha cercato
di comporne e uniformarne alcuni portati con parecchie osservazioni generali
di carattere e si spera sensate di spirito.
Come sempre diffidente verso le biografie, la vita di colui che Mozart
chiamava onorevolmente "Vostra Paternità Molto Reverenda"
(ma oggi rischia di offuscare con il suo peraltro innocente 250° della
nascita) non l'ho raccontata in maniera discorsiva, ma l'ho tracciata
per semplici dati e segmenti cronologici alla fine del testo, calandola
nei legittimi contesti della civiltà, della cultura, dell'arte
di un Settecento spesso bolognese e sempre europeo.
Piero Mioli
|