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Il volume verte sulla fusione sincretica di misticismo neoplatonico e
pragmatismo galileiano nei trattati di Giuseppe Tartini, scritti nel ventennio
che va dal 1750 al 1770. L'idea di musica secondo natura viene definita
sulla base di questi scritti e dei suoi concerti e sonate per violino
composti dopo il 1740, quando il violinista abbandonò la scrittura
virtuosistica in favore di una esplorazione di approcci più "naturali"
alla composizione e all'estetica esecutiva. Alcune di queste tarde composizioni
sono delle complesse rielaborazioni di musiche di tradizione orale. Di
conseguenza, l'autore di questo libro offre un'interpretazione degli abbozzi
manoscritti tartiniani illustrando il processo creativo stratificato che
va dalla trascrizione delle fonti orali alla ri-composizione. L'autore
identifica anche alcune delle fonti di tradizione orale che Tartini usò
come modelli per le sue composizioni originali. Questo studio mostra che,
in linea con i suoi orientamenti scientifici, Tartini osservava la musica
di tradizione orale concependola come un fenomeno naturale. Inoltre, in
linea con i suoi orientamenti mistici neoplatonici, Tartini non imitava
pedissequamente i suoi modelli "naturali": piuttosto componeva
ex novo applicando le leggi "naturali" che credeva di aver scoperto
nei modelli di tradizione orale. In sostanza, il volume suggerisce l'esistenza
di denominatori comuni tra le teorie astratte di Tartini (le sue elucubrazioni
mistiche e speculazioni scientifiche) e la sua produzione musicale, e
lo fa suggerendo una relazione tra la musica e le idee di questo musicista
con le tendenze artistiche e scientifiche circolanti nell'Europa della
così detta età della sensibilità (1740-1760), mostrando
come Tartini e altri artisti e intellettuali a lui contemporanei (tra
cui Piranesi e Algarotti) abbiamo aperto la via al concetto goethiano
di creazione organicistica nell'arte.
The book investigates Giuseppe Tartini's original fusion of neo-Platonic
mysticism and Galilean pragmatism in his late treatises (1750-1770),
and defines his aesthetic of “music according to Nature” on the basis
of both his writings and his violin concertos and sonatas written after
1740, when he ceased to exploit the technical virtuosic possibilities
of the instrument and started to explore more “natural” approaches to
music composition and performance. Some of his late compositions are
complex re-elaborations of music of oral tradition. Accordingly, the
author of this book offers an interpretation of Tartini's musical sketches
illustrating the different stages of this composer's creative process
from transcription to re-composition. The author also tracks down some
of the oral sources used by Tartini as models for his own compositions.
The study shows that - in line with his scientific orientations - Tartini
observed music of oral tradition as if it were a natural phenomenon,
and - in line with his neo-platonic beliefs - he did not re-produce
these models by imitation, but rather re-created new compositions following
the “natural” laws he discovered. This study suggests previously opaque
common denominators between Tartini's most abstract neo-Platonic and
scientific conjectures and his music. It does so by relating the music
and ideas of this musician to artistic and scientific trends circulating
in Europe during the Age of Sensibility (1740-1760), showing how Tartini
and other artists and intellectuals of his time paved the path for Goethe's
concept of organic artistic creation.
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