Polzonetti, Tartini e la musica secondo natura


Pierpaolo POLZONETTI
Tartini e la musica secondo natura



Premio Internazionale Latina di studi musicali

edizione Lucca: LIM
pagine da finire
formato 16×23 • brossura

Euro 21 ISBN 88-7096-256-3
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Il volume verte sulla fusione sincretica di misticismo neoplatonico e pragmatismo galileiano nei trattati di Giuseppe Tartini, scritti nel ventennio che va dal 1750 al 1770. L'idea di musica secondo natura viene definita sulla base di questi scritti e dei suoi concerti e sonate per violino composti dopo il 1740, quando il violinista abbandonò la scrittura virtuosistica in favore di una esplorazione di approcci più "naturali" alla composizione e all'estetica esecutiva. Alcune di queste tarde composizioni sono delle complesse rielaborazioni di musiche di tradizione orale. Di conseguenza, l'autore di questo libro offre un'interpretazione degli abbozzi manoscritti tartiniani illustrando il processo creativo stratificato che va dalla trascrizione delle fonti orali alla ri-composizione. L'autore identifica anche alcune delle fonti di tradizione orale che Tartini usò come modelli per le sue composizioni originali. Questo studio mostra che, in linea con i suoi orientamenti scientifici, Tartini osservava la musica di tradizione orale concependola come un fenomeno naturale. Inoltre, in linea con i suoi orientamenti mistici neoplatonici, Tartini non imitava pedissequamente i suoi modelli "naturali": piuttosto componeva ex novo applicando le leggi "naturali" che credeva di aver scoperto nei modelli di tradizione orale. In sostanza, il volume suggerisce l'esistenza di denominatori comuni tra le teorie astratte di Tartini (le sue elucubrazioni mistiche e speculazioni scientifiche) e la sua produzione musicale, e lo fa suggerendo una relazione tra la musica e le idee di questo musicista con le tendenze artistiche e scientifiche circolanti nell'Europa della così detta età della sensibilità (1740-1760), mostrando come Tartini e altri artisti e intellettuali a lui contemporanei (tra cui Piranesi e Algarotti) abbiamo aperto la via al concetto goethiano di creazione organicistica nell'arte.

The book investigates Giuseppe Tartini's original fusion of neo-Platonic mysticism and Galilean pragmatism in his late treatises (1750-1770), and defines his aesthetic of “music according to Nature” on the basis of both his writings and his violin concertos and sonatas written after 1740, when he ceased to exploit the technical virtuosic possibilities of the instrument and started to explore more “natural” approaches to music composition and performance. Some of his late compositions are complex re-elaborations of music of oral tradition. Accordingly, the author of this book offers an interpretation of Tartini's musical sketches illustrating the different stages of this composer's creative process from transcription to re-composition. The author also tracks down some of the oral sources used by Tartini as models for his own compositions. The study shows that - in line with his scientific orientations - Tartini observed music of oral tradition as if it were a natural phenomenon, and - in line with his neo-platonic beliefs - he did not re-produce these models by imitation, but rather re-created new compositions following the “natural” laws he discovered. This study suggests previously opaque common denominators between Tartini's most abstract neo-Platonic and scientific conjectures and his music. It does so by relating the music and ideas of this musician to artistic and scientific trends circulating in Europe during the Age of Sensibility (1740-1760), showing how Tartini and other artists and intellectuals of his time paved the path for Goethe's concept of organic artistic creation.