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Stefano NASCIMBENI Messe a otto voci con la Partitura l'organo a cura di Licia Mari edizione Lucca: LIM 2010 - Fuori collana pagine 256 formato 21,5 x 31,5 brossura |
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| Euro 45 | ISBN 978-88-7096-575-9 | ||
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La prima testimonianza nota sulla provenienza mantovana di Stefano Nascimbeni è data dalla raccolta curata da Alfonso Preti L'amorosa Caccia de' diversi eccellentissimi musici mantovani nativi a cinque voci: novamente composta et data in luce (Venezia, A. Gardano, 1588), in cui compare il madrigale Lucenti rai.La figura di Alfonso Preti può essere utile per inquadrare il giovane Nascimbeni (dall'atto di morte si può ipotizzarne la nascita nel 1561 circa) nella vita culturale della città: attorno a lui si riuniva un circolo di madrigalisti, le cui opere, appunto, sono state pubblicate ne L'amorosa caccia; un musicista come Benedetto Pallavicino doveva considerarlo di un certo riguardo se ne include un madrigale (Tra mille fior) nel suo quarto libro di madrigali a cinque voci (Venezia, A. Gardano, 1588). Un'altra testimonianza di questa realtà e della cittadinanza mantovana di Nascimbeni è data da un documento del 1605 in cui il musicista viene chiamato come teste nella quietanza finale tra gli organari Vitani e il Primicerio di Sant'Andrea per la costruzione del nuovo organo (Mantova, I ottobre 1605) e così lo si nomina: «Molto Reverendo Domino Steffano fuit quondam Magnifici Domini Francisci Nascimbeno cive Mantuano contratae leopardi». Fino all'assunzione presso la basilica palatina di Santa Barbara (1609) si hanno solo degli sporadici indizi sull'attività di maestro mantovano: il primo è rappresentato dall'atto redatto dal Capitolo del Duomo di Vercelli il 29 luglio 1594, riguardante la nomina di uno dei cosiddetti "chiantri" (termine locale per designare i 6 pueri cantores del Collegio degli Innocenti della Cattedrale): Nascimbeni, quale maestro di capella della Cattedrale, è chiamato a giudicare vari candidati e proporre la sua scelta. Un altro momento importante è quello costituito da una successiva permanenza a Roma: per due mesi (febbraio e marzo) del 1598 Nascimbeni risulta pagato dall'Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini. Poco dopo lo troviamo presso il Duomo di Mantova: per alcuni mesi del 1600 il musicista è maestro di capella nella Cattedrale, affiancato ( e forse anche sostituito) da don Giuseppe Clerici nell'insegnare i chierici a cantare canto fermo. L'incarico in Duomo viene affidato a Nascimbeni per la raccomandazione di un altro illustre membro della famiglia Gonzaga: il Vescovo fra' Francesco (...)
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