La Clemenza di Tito di Mozart

Emanuele SENICI
La Clemenza di Tito di Mozart.

I primi trent'anni (1791-1821)
edizione (Fondazione Pietro Antonio Locatelli, Amsterdam-Cremona- vol. III)
pagine XIV+342
formato 21,5 x 26,7 • rilegato

Euro 78 ISBN 2-503-50569-4
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Quest’indagine si occupa dei primi trent’anni della recezione de La clemenza di Tito mozartiana, andata in scena per la prima volta a Praga, Teatro Nazionale, il 6 settembre 1791.
La clemenza di Tito conobbe un notevole successo all’inizio dell’Ottocento e fu una delle opere mozartiane più popolari nei decenni che seguirono la morte del compositore.
Tuttavia La clemenza di Tito che circolava in Europa corrispose raramente a quella che Mozart mise in musica su un vecchio libretto del Metastasio ammodernato da Caterino Mazzolà.
Da Vienna a Parigi, da Francoforte a Londra, da Napoli a Milano, l’opera venne sottoposta ad ogni sorta di tagli, aggiunte, manomissioni e rifacimenti che ne stravolsero il profilo drammatico-musicale ed il significato estetico, culturale e politico.
Ben lungi dall’essere concepita e recepita come opera d’arte nella sua totalità ed intoccabilità, l’opera seria viveva in una determinata forma lo spazio di un allestimento.
Tra la fine del Settecento e l’inizio del secolo successivo Mozart divenne un ‘classico’, con l’irrinunciabile attributo dei classici all’intoccabilità dei loro testi. La clemenza di Tito si trovò quindi a dover fare i conti, da una parte, con l’esigenza di aggiornarsi a gusti drammatico-musicali in continua evoluzione, dall’altra, con il rispetto che la nuova sensibilità romantica impo-neva alle opere del genio mozartiano.
Il presente studio si prefigge di dar conto delle svariate versioni in cui La clemenza di Tito circolò in Europa e di inserire tali versioni nei diversi contesti musicali, teatrali e culturali da cui esse furono influenzate e a cui, a loro volta, contribuirono.
La scelta di limitare l’indagine ai primi trent’anni, pur con l’arbitrarietà che sempre segna questo tipo di periodizzazione, trova una giustificazione nella constatazione che grosso modo all’inizio degli anni Venti dell’Ottocento si concluse quel processo di manomissioni cui La clemenza di Tito era stata precedentemente sottoposta, in corrispondenza con l’inizio della sua progressiva scomparsa dal repertorio dei teatri europei.