Johann Adolf Hasse e Giammaria Ortes. Lettere

Livia PANCINO
Johann Adolf Hasse e Giammaria Ortes.
Lettere (1776-1783).
Edizione e commento

edizione (Fondazione Pietro Antonio Locatelli, Amsterdam-Cremona- vol. IV)
pagine XVI+472
formato 21,5 x 26,7 • rilegato

Euro 83 ISBN 2-503-50705-0
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Giovanni Maria Ortes (Venezia 1713, ivi 1790), monaco camaldolese allievo a Pisa del matematico Guido Grandi, lettore di filosofia presso il monastero di S. Giovanni alla Giudecca a Venezia, noto oggi soprattutto come economista (Dell’economia nazionale, Venezia, 1774), si occupò di musica non solo da dilettante, ma da teorico e storico erudito.
Fu autore di cinque drammi per musica e di due opere sul teatro musicale e nel 1771 ricevette a Venezia Leopold Mozart con il figlio, in quanto amici raccomandatigli da Hasse.
Il carteggio preso in esame, oltre a consentire l’acquisizione di preziosi dati biografici su Hasse, è interessante soprattutto perché fornisce una visione panoramica e non storicizzata della vita musicale dell’epoca: le informazioni contenute nelle lettere sono porte nello spirito di uno scambio di novità fra amici e riguardano aspetti non solo cronachistici, ma anche economici e di costume.
I due corrispondenti si aggiornavano a vicenda su quanto di nuovo o notevole c’era nella vita delle istituzioni musicali di Venezia, dove per la maggior parte della durata della corrispondenza risiedette Ortes, e di Vienna, dove risiedeva Hasse, scambiandosi notizie sull’avvicendarsi di personaggi nelle maggiori istituzioni musicali, su importanti concorsi per incarichi di rilievo, su nuove musiche ascoltate, sull’apertura di nuovi teatri, etc.
Le cronache teatrali di queste lettere, vera miniera di notizie relative alle vicende del teatro musicale, menzionano numerosissime opere con date, nomi degli autori del libretto e della musica, interpreti ed esiti, riferendo talvolta anche di particolari quali le modalità dei contratti e dei pagamenti dei cantanti. Non manca inoltre qualche appunto sulla vocalità e sulle possibilità di alcuni interpreti, così come venivano considerate da un compositore che per essi scriveva.

Un’appendice contiene la corrispondenza di Hasse e Ortes con diversi interlocutori, unitamente a varia documentazione d’archivio.