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Euro 200 |
ISBN 88-7096-539-1 | ||
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La Biblioteca dell'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano il 13 maggio 1970 ha avuto in dono dai Padri Oblati di Rho un processionale che ha ricevuto la segnatura UC MS 5. Quando era ancora proprietà del Collegio degli Oblati, il codice era stato oggetto di una breve segnalazione mentre nel 1973 è stato pubblicato uno studio approfondito. L'Antiphonarium letaniarum contiene le sole antifone delle rogazioni secondo il rito milanese, una complessa azione liturgica itinerante che si celebrava il lunedì, martedì e mercoledì dopo l'Ascensione, cioè all'inizio della settimana che precede la Pentecoste. La liturgia prevedeva il canto di antifone durante l'itinerario processionale cui partecipava clero e popolo. Nel momento di entrare in una chiesa s'intonava una sallenda, si dicevano le litanie dei santi propri di quella chiesa, una preghiera colletta. Seguiva una lettura con il canto di un responsorio. Infine si proclamava una pericope evangelica e si riprendeva di nuovo il cammino verso la chiesa successiva. La processione toccava nei tre giorni oltre trenta chiese dal momento che l'itinerario penitenziale prevedeva la visita di 13 chiese il primo giorno e nei due successivi di 11 e 12 (o 14) chiese.
L'antifonario delle litanie è stato scritto nel 1492 da Antonio de
Lampugnano su commissione di un canonico di S. Maria della Scala, Cristoforo
de Camponibus. Quest'ultimo ha provveduto a inserire la musica secondo i
canoni grafici della notazione gotica lombarda utilizzata esclusivamente
per i libri liturgici ambrosiani. Il processionale è un manufatto
librario secondo la tipologia del codice; cosa rilevante perché a
Milano in varie situazioni, tra cui proprio nelle litanie triduane, si usavano
dei rotoli liturgici. Il codice presenta carte I-IV (cartacee), 70 (numerate 1-67 con 55 bis, 74, I'), misura mm 233 x 175 (170 x 125/115). Fogli di guardia: un bifoglio anteriore (cc. I, IV) e uno posteriore (Cc. 74, I') rigati secondo il sistema utilizzato per le carte del corpo centrale codice. La composizione del manoscritto risulta essere la seguente: c. I: bianco bifoglio cartaceo con indice (IIv, IIIrv) di ciascun giorno su una singola pagina (sec. XVIII ?) c. IV: recto in bianco, sul verso inserita l'invocazione Domine miserere con notazione quadrata cc. 1r-55v [c. 55 bis non numerato] cc. 56r-66r [colophon CC. 65v-66r] cc. 66v-67v aggiunte 3 antifone in notazione quadrata (mano I) c. 74rv: aggiunta 1 sallenda in notazione quadrata (mano II) c. I': bianca Sul dorso sono visibili tre nervi di cui uno solo integro (quello superiore) Il corpo centrale del codice è composto da 8 fascicoli (quaternioni) che presentano sul verso dell'ultima carta in posizione centrale nel margine inferiore il richiamo (prima sillaba o parola del testo che si trova sulla carta successiva, inscritta tra quattro punti in alto, in basso e ai lati): 1-8,9-16,17-24, 25-32, 33-40, 41-48, 49-55bis, 56-63. Segue binione composto dalle cc. 64-67. Sei carte sono cadute prima della carta numerata 74. Nelle poche pagine in cui c'è solo il testo letterario, questo è scritto su 15 linee per pagina. Ogni pagina presenta 5 sistemi con testo e notazione gotica lombarda. Il rigo musicale è costituito da linee colorate (rossa per il fa, gialla per il do) e a secco (nere nelle aggiunte alle cc. 64v-65v e 74). È presente il si bemolle. L'indicazione di differentiae si trova nella sola c. 74V. Le iniziali si alternano in rosso e blu con filetti e ornamentazioni lobate. Un'unica miniatura istoriata all'inizio del I giorno delle litanie presenta
s. Ambrogio (c. 3r C [onvertimini]), seduto, con mitra, pallio e sopraomerale.
Nella destra tiene la disciplina, nella sinistra un libro aperto con il
pastorale appoggiato al corpo. Due miniature con motivi floreali e oro
segnano l'inizio del II e del III giorno delle litanie: C(onvertamur:
22V) e C(onvertere: 38r). |
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