memorie teatrali di Venezia

Gaetano GROSSATESTA
BALLETTI:
In occasione delle felicissime Nozze di Sua Eccellenza La Signora Loredana Duodo con Sua Eccellenza il Signor Antonio Grimani

a cura di Gloria Giordano

edizione Lucca: LIM, (Musurgiana, 21)
pagine 154 (English text)
+ CD AUDIO-CD ROM con la video-animazione dei Balletti.
formato 18 X 24 - brossura


Euro 33 (incluso CD) ISBN 88-7096-399-3
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In allegato CD AUDIO-CD ROM con la video-animazione dei Balletti.

La pubblicazione della riproduzione fotografica del manoscritto dei Balletti In occasione delle felicisssime Nozze di Sua Eccellenza La Signora Loredana Duodo con Sua Eccellenza il Signor Antonio Grimani Composti da Gaetano Grossatesta Maestro di Ballo in Venezia e dallo stesso Presentati all'Eccellentissimo Sposo del 1726 avviene a più di 270 anni dalla sua stesura e a più di 15 anni dalla sua scoperta.
La presente edizione è una tappa importante nella storia delle fonti coreografiche.
Il manoscritto dei Balletti di Gaetano Grossatesta resta, fino ad oggi, l'unico esempio di coreografia italiana basata sulle modalità compositive ed esecutive della danza francese trascritta nel sistema cinegrafico BeauchampsFeuillet, ed è anche, al momento, l'unica testimonianza dell'evento per il quale fu redatto. Nonostante le ricerche siano state svolte in tempi diversi da più studiosi, non sono state reperite cronache relative ai festeggiamenti per il matrimonio Duodo-Grimani, che avrebbero forse fatto luce sullo svolgimento della festa, sulla collocazione dei balli all'interno di essa, o sugli esecutori.
Questo saggio introduttivo è volto ad inquadrare, seppur brevemente, l'attività di Gaetano Grossatesta danzatore, maestro di ballo, compositore ed impresario tra le personalità del mondo teatrale italiano del Settecento e ad evidenziare il suo legame con la danza francese, attraverso l'osservazione del manoscritto e l'analisi dei Balletti.
Grossatesta inizia il suo percorso professionale quando, sui palcoscenici e nelle sale italiane, la graduale transizione dal modo di ballare `all'italiana' alla belle dance francese era già avvenuta. Il ballare `all'italiana', sviluppatosi in Italia intorno alla metà del Cinquecento, era rimasto in auge fino alla fine del secolo successivo e il genere della belle dance, elaborato in Francia nella seconda metà del XVII secolo, rimase in uso fino alla metà del XVIII.
In Italia le due forme convissero tra la seconda metà e la fine del Seicento, lo testimoniano, tra l'altro, le ultime ricerche sui balli eseguiti presso i Collegi dei Nobili. Esempio ne sono Parma e Napoli, città legate in quegli anni da vicende politiche. Parma, durante il ducato di Ranuccio II, ospita, presso il Ducale Collegio dei Nobili, maestri «di ballare all'Italiana, et alla Francese», e nel saggio dei convittori del 1686 si eseguono varie danze di stile francese tra cui la Follia di Spagna. A Napoli, nel 1703, presso il Collegio dei Nobili, oltre alla lingua francese, arte militare, violoncello e arciliuto, equitazione e scherma, si studiano «ballo spagnolo» e «ballo francese».
Le due città erano anche legate dalla presenza del maestro francese Giambatista Dufort, che, nei primi del Settecento, insegnò presso il Collegio di Parma e, dopo il suo trasferimento a Napoli, pubblicò, nella città partenopea, il Trattato del Ballo Nobile (1728), in cui è ormai evidente la sua adesione alla belle dance.