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Numerosi fondi archivistici provenienti da uffici statali o da enti pubblici o appartenenti a famiglie o persone, come pure raccolte e collezioni diversi, contengono documenti relativi alla musica e testimoniano rapporti ora soltanto occasionali ora intensi con l'arte musicale e con coloro che a quest'arte si dedicarono.
Gli atti notarili, che l'Archivio conserva a partire dalla metà del secolo quindicesimo, forniscono ulteriori importanti informazioni attraverso i contratti di committenza e per la presenza di numerosi frammenti liturgici utilizzati come legature di protocolli e minutari. Tuttavia il complesso documentario più interessante e ricco di notizie per la storia della musica nella città di Novara, è costituito dall'archivio del Teatro Coccia benché, purtroppo, in larga parte smembrato e suddiviso tra diverse istituzioni culturali cittadine.
L'archivio è pervenuto in deposito dal Comune di Novara sul finire del secolo scorso: i documenti si trovavano accatastati e senza alcuna particolare segnatura archivistica in una stanza angusta e buia del teatro. Furono successivamente ordinati e collocati in contenitori adeguati per la conservazione; l'archivio consta di 262 cartelle tra le quali sono compresi anche materiali fotografici e varie opere a stampa.
Notevole interesse riveste la raccolta di centosette figurini teatrali legati a rappresentazioni di opere liriche e la collezione di lettere e documenti teatrali costituita da ottocento plichi intestati ad altrettanti personaggi ed ordinati secondo il cognome di ciascun personaggio.
Probabilmente la collezione fu iniziata da Carlo D'Ormeville (Roma 1840-Milano 1924), personalità eclettica e uomo di teatro nella accezione più vasta.
Direttore di scena alla Scala di Milano (1868), ebbe, sul finire del secolo, la gestione del teatro S. Carlo di Napoli e del teatro Regio di Torino: librettista, giornalista, agente, intrattenne rapporti con numerosi esponenti del mondo dello spettacolo (...)
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