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| Euro 30 | ISBN 88-7096-407-8 | ||
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Lo studio dell'opera di Anton Bruckner (1824-1896) può basarsi oggi, grazie alle fatiche del curatore della Neue Gesamtsausgabe, Leopold Nowak, su una solida base filologica: essa permette agli storici di confrontare le diverse versioni sia delle Messe sia delle Sinfonie e di mettere così a fuoco quel problema della "metamorfosi della concezione" (Manfred Wagner) che ha costituito per lungo tempo un serio ostacolo alla valutazione storico-estetica dei singoli lavori e del processo compositivo dal quale essi nacquero. Il presente saggio intende soprattutto mettere a fuoco, con categorie ermeneutiche e analitiche, la singolare posizione storica ed estetica del compositore austriaco, partendo dalla disamina del contesto storicoculturale austriaco del Vormaerz, segnato in profondità, non solo in ambito religioso ma anche politico-sociale, dalla sopravvivenza di tradizioni barocche alle quali Bruckner restò fedele, come uomo e come artista, fino alla morte. Si è tentato pertanto di decostruire, almeno in parte, il fatale cliché dell'inconsapevolezza culturale e religiosa del compositore austriaco, di saldare la frattura pseudo-romantica fra `vita' e 'opera' riconducendo entrambe alle comuni matrici culturali. Il topos dell'inconsapevolezza creativa, sedimentatosi- nella storia della ricezione nell'immagine devozionale del Musikant Gottes, ha provocato, in una parte della storiografia musicale moderna, un rifiuto aprioristico di un'indagine della religiosità di Bruckner: ne è sortito un contro-cliché non meno fuorviante, che tramite il ricorso, spesso dilettantesco, a categorie psicologiche o psicoanalitiche, mira a decostruire il mondo religioso del compositore, trascurando, nell'analisi del linguaggio sinfonico, la presenza di un vero e proprio thesaurus di figurae retoriche appartenenti alla sfera del sacro. Questo repertorio di inuuagini costituisce, a nostro avviso, una delle possibili chiavi di lettura della sua produzione. |
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