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Marco LENZI
L'estetica musicale di Morton Feldman


edizione Lucca: Ricordi LIM, 2008 (Le Sfere, 48)
pagine 240 + 16 pp. di ess. mus.
formato 14 x 21 • brossura
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Euro 25 ISBN 88-7096-516-2

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Questo è il primo studio pubblicato in Italia sul compositore statunitense Morton Feldman e sulla sua “estetica musicale”. È l’estetica musicale molto particolare di un compositore che è stato e resta di primaria importanza nel grande movimento di riconcezione e rifondazione delle arti dagli anni Cinquanta in avanti, negli Stati Uniti, ma non solo. Partendo da John Cage, che fu decisivo per la sua formazione e crescita di compositore, maturò presto un suo comporre del tutto autonomo che rompe con ogni predeterminazione compositiva (fino al grafismo o annullamento della scrittura musicale abituale). Ma va sottolineato anche, e qui c’è la sua distintiva particolarità, che il riferimento che ha contato forse soprattutto per Feldman è stato alla pittura, in specie quella dell’Espressionismo Astratto di Philip Guston e Mark Rothko. E del resto Marco Lenzi parla nel suo studio di “influenza indelebile che la pittura esercitò sulla musica di Feldman”; proprio per questo l’autore propone un libro aperto a tutta la grande area di relazioni artistiche e culturali, talora anche conflittuali, di Feldman negli Stati Uniti del suo tempo e in tutto l’Occidente musicale; è un libro che convince e che coinvolge, per questo seguire la musica e il pensiero di Feldman dentro mezzo secolo di vita artistica, culturale, musicale, americana, occidentale, così da proporre una lettura che - attraverso l’esame puntuale della musica di Feldman – ci guida in maniera davvero stimolante attraverso i decenni postbellici della proposta di un altro modo di pensare e fare non solo l’arte: in realtà, di pensare e proporre un altro mondo ancora oggi attuale.

Marco Lenzi (Livorno, 1967) ha compiuto studi musicali all’Istituto ‘Mascagni’ di Livorno e filosofici all’Università di Pisa. Dedicatosi alla ricerca musicologica rivolge particolare attenzione alla musica del secondo Novecento, ai rapporti tra musica e pittura e, più recentemente, all’influenza esercitata dalle avanguardie colte sulla musica pop. Ha pubblicato saggi e articoli su varie riviste, tra le quali «Musica/Realtà», «MusikTexte», «Nuova Civiltà delle Macchine».