Arte e Storia di Milano
Le chiese della periferia milanese

a cura di Paola Cerami e Benno Scharf

collaborazione e consulenza di Roberto Gariboldi
edizione: Lucca, LIM, 2011 (Quaderni Ambrosiani, 4)
pagine: 14 + 87
formato: 17 x 24 - brossura
ISBN: 9788870966596
lingua: Italiano
versione pdf: no


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Il quarto numero dei Quaderni Ambrosiani completa il precedente studio Arte e storia nelle chiese della periferia milanese, collocandolo in una prospettiva nuova, anche se complementare. Infatti i nostri autori, se prima si erano soffermati su alcuni interessanti aspetti delle chiese mariane nella periferia milanese, con questa ricerca estendono il loro impegno a tutte quelle chiese della stessa periferia, che meritano attenzione per alcune loro peculiarità storiche ed artistiche.
Ancora ricordiamo che quando si parla di periferia milanese occorre tenere presenti due circostanze: l’una topografica e l’altra temporale.
Prima di tutto la topografic, che si riferisce unicamente all’area al di fuori della cerchia dei bastioni spagnoli, rientrante però nell’odierna delimitazione del comune di Milano; poi quella temporale, essendo state prese in esame unicamente quelle chiese, la cui origine è databile dall’antichità al XIX secolo.
Si tratta comunque di monografie, che entrano nella motivazione dei nostri Quaderni Ambrosiani: «proporre argomenti non ancora o non sufficientemente messi in luce circa l’arte e la storia di Milano, ma che meritano studio, impegno d’indagine e conoscenza».
Anche per questo ringraziamo gli autori di questa nuova pubblicazione: i professori Paola Cerami e Benno Scharf, con la collaborazione e la consulenza dell’esperto Roberto Gariboldi. Ci auguriamo che anche l’attuale ricerca possa riscuotere quella positiva accoglienza, che già è stata riservata al precedente numero della nostra collana.Natale GhiglioneIntroduzione

Proseguendo lo studio iniziato nel precedente numero dei Quaderni Ambrosiani, presentiamo in questo quarto fascicolonotizie storiche ed artistiche su altre quindici chiese e su cinque oratoridella periferia milanese. L’ordine seguito è quello cronologico, riferito allaprima notizia documentata o comunque attendibile su ognuna di esse. Per gli aspettistorici di carattere generale rimandiamo a quanto abbiamo esposto nellapremessa al numero precedente. Ci preme però mettere in rilievo alcunielementi, che hanno influito in modo determinante sull’architettura e sulleopere d’arte presenti nelle chiese qui esaminate.

La conformazionearchitettonica di molti edifici di culto risente infatti delle norme emanate daSan Carlo Borromeo, il grande arcivescovo di Milano, in carica dal 1565 al1584. Ligio alle direttive del Concilio di Trento egli voleva che il culto, sianella celebrazione della S. Messa che nell’esposizione eucaristica, fosse benvisibile ai fedeli. A questo scopo le chiese dovevano avere una sola navata,per evitare colonne o pilastri che limitassero la visibilità. Inoltre l’altarecon tutto il presbiterio doveva essere sopraelevato. Oltre a questo vi dovevanoessere pulpiti od amboni in alto, in modo che la proclamazione della paroladivina e la sua spiegazione nelle omelie si potessero sentire meglio. Infinesopra l’altare doveva esservi una struttura, che facilitasse l’esposizione delSantissimo durante le adorazioni ed in particolare nella pratica delle Quarantore.Il Santo poi promosse la costruzione di chiese laddove non ve ne erano, soprattuttonelle borgate più piccole.
Conseguenza di tutto ciò fu una certastandardizzazione: centinaia di chiese rispondenti a questi schemi vennerocostruite nella diocesi ambrosiana nel giro dei due secoli successivi. Le formeesterne presentano spesso notevoli somiglianze, mentre sopra l’altare vi è untempietto, di solito in marmo, consistente in una cupola tonda sorretta daquattro colonnine, tale da richiamare nell’aspetto l’ostensorio ambrosiano.

Nellapittura invece Bernardino Luini e Camillo Procaccini furono non solo gliiniziatori di due dinastie di artisti, ma anche i modelli per schiere dipittori lombardi, che vi si ispirarono. Da ciò consegue la presenza di numerosidipinti delle loro scuole in parecchie chiese del centro e della periferiamilanese.

Infinevi fu un avvenimento che arricchì di opere d’arte varie chiese del suburbio. Lespogliazioni del periodo napoleonico avevano portato alle soppressione di moltiedifici di culto. I quadri e le statue che vi si trovavano furono in partesottratte dagli occupanti, in parte portati nella Pinacoteca di Brera, che sitrovò ad avere una tale quantità di dipinti, da dover ricorrere a scantinati esoffitte per contenerle.
Nel periodo 1816-1818 il viceré austriaco AntonioGiuseppe d’Asburgo, appassionato d’arte, decise di concedere in prestito allechiese dei dintorni di Milano molti tra questi quadri, perché fossero espostialla vista di tutti. La felice iniziativa continuò anche negli anniimmediatamente successivi, sotto il governo del viceré Ranieri d’Asburgo. Variechiese tra quelle che qui trattiamo vennero così arricchite nel loro patrimonioartistico. Le opere d’arte in questione sono quasi tutte ancor oggi sul postoed ormai sono inserite nel substrato religioso e culturale delle singoleparrocchie e dei relativi quartieri.


Sommario

SANT’AMBROGIO AD NEMUS
SANTI FILIPPO E GIACOMO IN NOSEDO
SAN SIRO ALLA VEPRA
L’ORATORIO SAN PROTASO
BEATA VERGINE ASSUNTA IN BRUZZANO
SAN GIOVANNI BATTISTA A TRENNO
SAN PIETRO IN SALA
SAN MARTINO IN GRECO
SANT’APOLLINARE IN BAGGIO
SANT’ANTONINO IN SEGNANO
SAN CRISTOFORO SUL NAVIGLIO
SAN LORENZO IN MONLUÈ
L’ORATORIO DI SAN MAMETE IN AFFORI
SANTI PIETRO E PAOLO AI TRE RONCHETTI
SAN GOTTARDO AL CORSO
SAN MICHELE IN PRECOTTO
SANTI GIOVANNI BATTISTA E CARLO AL FOPPONINO
L’ORATORIO DI SANTA MARIA MADDALENA
SANTI CARLO E VITALE ALLE ABBADESSE
SAN GIOACHIMO


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