Gesualdo’s Luzzaschi – «D’ogni altro si burla» Visualizza ingrandito

Gesualdo’s Luzzaschi – «D’ogni altro si burla»

Solo online

Autore Anthony Newcomb
Curatela Luisa Curinga
Collana [Biblioteca Musicale LIM - Saggi]
Dimensioni 17×24, pp. XV+403
Anno 2008
ISBN 9788870965315

È noto da tempo come Gesualdo ammirasse i madrigali di Luzzasco Luzzaschi e riconoscesse la loro influenza sulla sua musica; il presente contributo affronta la questione, finora ben poco studiata, di quali elementi nello stile di Luzzaschi avessero attratto l’ammirazione e l’emulazione di Gesualdo.

Una visione d’insieme dell’opera di Luzzaschi – ora resa possibile dall’edizione completa dei suoi madrigali, in corso di pubblicazione presso le A-R Editions a cura del sottoscritto – e in particolare dei brani, che Gesualdo e il suo circolo di compositori napoletani decisero di includere nelle due “scelte” del 1611 e del 1613, e del Ms. 39.1.1, custodito nel Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli, consentono di proporre la tesi che l’ammirazione di Gesualdo per Luzzaschi risiedesse non nel cromatismo melodico o nell’audacia armonica, ma in aspetti di struttura musicale – evidenziati nel saggio – come la complessità polifonica e l’artificio, insomma nello “scriver duro” che rifugge gli stili di canzonetta-villanella che si diffonderanno a partire dai primi anni ‘80 del Cinquecento; elementi stilistici questi, che paradossalmente sono per molti aspetti conservativi.

In questo senso sia Gesualdo che Luzzaschi si dimostrano compositori tradizionalisti, con un linguaggio ancorato alle pratiche antiche; la “nuova aria grata alle orecchie” di cui parla Giustiniani, praticata dai compositori che Gesualdo derideva (“d’ogni altro si burla”), sarà infatti la nuova musica che conquisterà quasi tutta Europa dalla fine del secolo e per gran parte del secolo successivo.