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Eclecticism and Judgement: Notes on Pizzetti’s Tre sonetti del Petrarca
| Autore | Ben Earle |
| Curatela | Susanna Pasticci |
| Collana | Chigiana |
| N. | III - 1 |
| Dimensioni | 17×24, XIV+389 |
| Anno | 2019 |
| ISBN | 9788855430067 |
L’opera di Ildebrando Pizzetti non ha mai suscitato particolare interesse nella musicologia anglosassone. Il contributo più ampio e dettagliato redatto in lingua inglese, contenuto nella tesi di dottorato inedita (1969) di John C. G. Waterhouse, è rimasto finora quasi inaccessibile. Questo articolo propone una sintesi della lettura interpretativa di Waterhouse, e al contempo la critica. Fedele all’ideologia del liberalismo progressista, il musicologo britannico propone una visione molto parziale del percorso compositivo di Pizzetti, che merita invece di essere sottoposto a una più attenta revisione e rivalutazione. Concentrando l’attenzione sulle liriche del compositore italiano, e in particolare sui Tre sonetti del Petrarca (1922), l’autore ipotizza che l’opera di Pizzetti non possa essere pienamente compresa alla luce di una concezione della storia della musica intesa come processo teleologicamente orientato. Al contrario, la musica di Pizzetti merita di essere rivalutata proprio in virtù del suo eclettismo e delle sue aperture stilistiche: qualità da non intendersi in senso dispregiativo ma piuttosto, sulla scia di Theodor W. Adorno, come una critica del concetto di “personalità” artistica ancora oggi dominante nella musicologia anglofona.
Senior Lecturer all’Università di Birmingham (UK) dove insegna analisi, storia ed estetica della musica. È autore di numerosi saggi sulla musica italiana del Novecento, tra cui la monografia Luigi Dallapiccola and Musical Modernism in Fascist Italy pubblicata da Cambridge University Press (2013). Ha inoltre pubblicato ricerche sulla musica britannica del Novecento e sugli approcci analitici alla musica della Seconda Scuola di Vienna.