Visualizza ingrandito
The use of the electric guitar in David Bedford’s 18 Bricks Left on April 21st: Texture, immersive listening and rock influences
| Autore | Iyán F. Ploquin |
| Collana | Rivista di Analisi e Teoria Musicale |
| Dimensioni | 17×24, pp. 176 |
| Anno | 2019 |
| ISBN | 9788855430432 |
L’articolo presenta un’analisi di 18 Bricks Left on 21 April (1967) del compositore inglese David Bedford, un’opera in cui vengono usate le possibilità sonore della chitarra elettrica per creare una trama che si sviluppa lungo la gamma delle frequenze udibili. L’uso di effetti come la distorsione e il feedback intensificano lo spazio sonoro, con conseguente aumento dell’ambito di registro, della densità del registro e della dinamica. Questa saturazione facilita un ascolto profondo in cui l’ascoltatore si immerge nell’insieme dei suoni. D’altra parte, l’inserimento della chitarra elettrica, i suoi suoni e le sue tecniche dimostrano le influenze della popular music sul compositore che ha dedicato gran parte della sua carriera a collaborare con artisti del progressive rock. La metodologia di analisi, incentrata sulla registrazione e sulla partitura, si basa sulle teorie della percezione sviluppate da Stephen McAdams e Brenda Ravenscroft intorno al concetto di flusso uditivo. A sua volta, viene usata la visualizzazione dello spazio uditivo di Murray Schafer, un sistema di notazione sonora in cui sono rappresentati il registro, la dinamica e la densità. A ciò si aggiunge l’uso di Sonic Visualiser per misurare diversi aspetti della traccia audio della registrazione.
Parole chiave: Analisi testurale, chitarra elettrica, David Bedford, ibridazione musicale, spazio aurale.