An Infinite Mystery: A Schenkerian Approach to Liszt’s Grande Sonate (1853) Visualizza ingrandito

“Come una formica”: il ruolo dei temperamenti nella possibile genesi del dualismo armonico

Autore Gianluca Dai Prà
Collana Rivista di Analisi e Teoria Musicale
Dimensioni 17×24, pp. 208
Anno 2021
ISBN 9788855430760

Nel corso del 1600, attraverso l’uso dei toni salmodici nella musica strumentale, si sono consolidate prassi esecutive e compositive che hanno dato origine alla tonalità. Queste prassi adottavano specifici temperamenti e hanno trovato una spiegazione teorica su criteri modali non del tutto adatti alla descrizione del nuovo fenomeno musicale [Barnett 1998; Powers 1998]. La dialettica che si è venuta a creare tra teoria, temperamenti e prassi ha scatenato un processo di continui accomodamenti reciproci che hanno portato alla teoria tonale e alle successive visioni della tonalità: quella monistica basata sull’armonizzazione del basso e quella dualistica basata sulle relazioni armoniche.

Questo contributo considera il dualismo armonico come la cristallizzazione teorica dei tre soggetti dell’evoluzione della tonalità. Attraverso l’analogia strutturale tra temperamenti e dualismo armonico, si illustra come quest’ultimo si sia potuto generare nelle relazioni triadiche sin dalle prime prassi tonali e come successivamente, attraverso la modifica delle prassi nel tempo, abbia potuto assumere la sua forma attuale. Si ipotizza che, attraverso questo percorso, i temperamenti abbiano generato il criterio di coerenza individuato da Lewin [1982], che attribuisce senso al linguaggio triadico. Pertanto, si sostiene che i temperamenti costituiscano l’elemento generatore del dualismo armonico e che ulteriori indagini del fenomeno in questa direzione possano portare alla luce nuovi elementi di rilievo nel campo delle relazioni triadiche e del dualismo armonico.

Parole chiave
Tonalità, temperamenti, dualismo armonico, toni salmodici, triade