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Ecologia dell’impercettibile e derive dell’ascolto: pratiche sonore in Antartide
| Autore | Leandro Pisano |
| Collana | Chigiana |
| N. | III - 2 |
| Dimensioni | 17×24, XXIV+286 |
| Anno | 2020 |
| ISBN | 9788855430838 |
Attraversare gli ambienti sonori della contemporaneità significa anche sconfinare nei territori del post-umano, confrontarsi con la critica dell’antropocentrismo acustico e con la possibilità di esplorare le relazioni politiche nei loro aspetti materiali, per ridefinire i termini di negoziazione tra umano e oltre-umano. Il suono, creando connessioni e associazioni in sua presenza e assenza, e rivelando le sue imprecisioni come oggetto e come forma, innesca l’immaginazione uditiva e produce un diverso, “sonoro”, senso delle cose. In tal modo esso ci spinge verso nuovi, inesplorati territori in cui diventa possibile esperire relazioni più complesse con il mondo “naturale”. Questo articolo propone una riflessione critica sul tema dell’ecologia acustica, problematizzando una serie di categorie che negli ultimi decenni hanno orientato l’attraversamento pratico e teorico di questo contesto di indagine all’interno dei sound studies. Il punto di partenza di questa analisi è la possibilità di ridefinire l’esperienza del “senso” del luogo attraverso una riconsiderazione delle pratiche digitali di registrazione, ascolto e rimediazione, così come avviene nell’approccio speculativo e pratico sviluppato dai sound artists Alejandra Pérez Núñez e Philip Samartzis, in una serie di lavori di indagine sonora prodotti negli ultimi anni nel continente antartico.