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Chain Reaction (1973–74): “effetto farfalla” e strumenti eolici in un’installazione performativa di Mario Bertoncini
| Autore | Alessandro Mastropietro |
| Collana | Chigiana |
| N. | III - 2 |
| Dimensioni | 17×24, XXIV+286 |
| Anno | 2020 |
| ISBN | 9788855430838 |
Chain Reaction (1973–74) è insieme una composizione e un’installazione performativa, progettata e realizzata a Berlino da Mario Bertoncini (1932–2019) con la collaborazione dell’artista op-cinetico inglese Peter Sedgley. È il primo lavoro in cui il compositore utilizza oggetti-sculture sonore appositamente costruite per produrre vibrazioni attraverso l’eccitazione eolica: due “arpe” e due “gong”, eccitati da aria compressa regolabile o direttamente dal soffio umano. Un sistema elettronico s’incarica sia dell’amplificazione-diffusione del suono, sia della sua ricodifica in colore: il segnale cromatico viene proiettato entro un ambiente d’esecuzione-fruizione allestito con cortine di tubi riflettenti o schermanti, che fungono anche da segnale di controllo per i due esecutori.
Nella prima parte dell’articolo, la scelta del materiale sonoro — che racchiude già, per via dell’eccitazione eolica, un riferimento alla sfera naturale — e l’assetto intermediale del lavoro vengono esaminati nella prospettiva del pensiero musicale informel. Quindi, ci si sofferma sulle strategie compositive ed esecutive, che a loro volta disegnano una sorta di ecosistema aperto, alimentato dalle informazioni cromatiche e sonore. Una partitura, rinvenuta nell’archivio personale del compositore, è stata prima redatta e poi accantonata poiché avrebbe implicato un modello chiuso, e di retroazione meccanicistica, tra segnale luminoso e azione sonora. Il modello scelto da Bertoncini è invece aperto, e imparentato con le teorie del caos applicate alla meteorologia. I performer regolano il proprio gesto sonoro in base alla tonalità e all’intensità del colore irradiato: un parametro — quest’ultimo — non quantizzabile e perciò non replicabile esattamente. Secondo il principio dell’effetto-farfalla di Edward Lorenz, in un sistema multidimensionale e instabile come questo, un’impercettibile differenza nei valori di stato genera infatti allontanamenti progressivamente sempre più grandi dalla traiettoria prevista. Di conseguenza, anche partendo col medesimo gesto/suono e impiegando i medesimi codici di conversione, due esecuzioni identiche del “sistema” Chain Reaction sono impossibili.