Rivista di Analisi e Teoria Musicale XXVI, 2020 1 Visualizza ingrandito

Senses and Sensibility: The Performer’s Intentions Between the Page and the Stage

Autore Mine Doğantan-Dack
Collana Rivista di Analisi e Teoria Musicale
Dimensioni 17×24, pp. 202
Anno 2021
ISBN 9788855431255

Se c’è un tema che è diventato il perno delle narrazioni della recente disciplina degli studi sulla performance musicale, è l’idea che quest’ultima rappresenti l’altro della partitura musicale. Molti dei recenti dibattiti che hanno operato un cambiamento di paradigma negli studi sulla musica mettono in evidenza le divergenze ontologiche ed epistemologiche tra la partitura e la performance musicale. Essi sfatano anche i vari miti e pregiudizi che sono stati intessuti intorno alle performance musicali e agli interpreti per effetto del paradigma testualista, che ha naturalizzato e resa fondamentale la partitura musicale, quale detentrice della “musica” e unica fonte del sapere disciplinare. In seguito alla “svolta performativa” del XXI secolo, gli effetti del pensiero testualista nella comunità scientifica sono andati via via scemando. Tuttavia, il mito di un percorso diretto e immediato tra la partitura e la performance — tra la pagina e il palcoscenico — appare particolarmente ostinato e continua ad annidarsi, in particolare, nel contesto della letteratura di analisi e performance. In questo articolo, l’autrice discute alcuni dei processi embodied e affettivi che mettono in relazione pagina e palcoscenico per gli esecutori, attraverso casi di studio inerenti a una Corrente di J. S. Bach, una sonata per tastiera di Domenico Scarlatti e un estratto dalla Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninoff.

Parole chiave: Performer’s intentions; testualismo; gestualità performativa; fenomenologia, temporalità