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Il progetto della hauntology
Forme e pratiche dell’artefatto musicale in un presente nostalgico
| Autore | Guglielmo Bottin |
| Collana | Rivista di Analisi e Teoria Musicale |
| Dimensioni | 17×24, pp. 149 |
| Anno | 2022 |
| ISBN | 9788855431545 |
La musica hauntologica, lavorando con materiali e dispositivi propri dell’era della riproducibilità e talvolta anche con i “residui” dell’industria culturale, si connota come pratica artistica anche fortemente “teorica” e, in questo senso condivide la progettualità della musica “d’arte”, coniugata a pratiche che ne caratterizzano l’impronta aurale. Partendo dalla concettualizzazione del tema della hauntology nel contesto del postmoderno, della fine delle avanguardie, della nostalgia e della retromania, l’articolo presenta un’analisi della hauntologia musicale individuando aspetti progettuali e processuali nella creazione di opere sonore “fantasmatiche”, in cui sembrano dipanarsi livelli temporali multipli. Esaminando diversi casi di studio e vagliando la letteratura esistente, si evidenziano alcune criticità nelle teorie e categorizzazioni precedentemente proposte. Si procede quindi all’individuazione di una prassi musicale hauntologica, e si presentano elementi timbrici e stilistici ricorrenti di cui si cerca di fornire una rassegna ragionata.
Parole chiave: hauntology, spettri sonori, arte fonografica, archeologia sonora, nostalgia del futuro.