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The Violoncello in Eighteenth-Century Naples
| Autore | Marc Vanscheeuwijck |
| Collana | Documenti di storia musicale abruzzese |
| N. | 7 |
| Anno | 2023 |
| ISBN | 9788855433105 |
Eccezione fatta delle quattro Sonate a Due Viole di Rocco Greco e altri brani raccolti nel manoscritto di Montecassino (1699), e di alcuni duetti per due bassi di Cristoforo Caresana (1681) e di Gregorio Strozzi (1683), il repertorio napoletano per violoncello si sviluppa nel primo Settecento. Fra tante altre spiccano le composizioni (toccate, sonate e concerti) di Supriani, Alborea, Fiorenza, Lanzetti e Porpora e quello che sorprende è innanzitutto l’alto livello tecnico richiesto dal violoncellista in quelle composizioni. La ricerca sulla musica violoncellistica fin ora è stata limitata ad alcuni articoli (ad esempio i lavori di Guido Olivieri e di Giovanna Barbati) e le questioni da risolvere sono ancora numerose.
Questo contributo mira a cercare risposte ad alcune domande di base, fra le quali: ci fu una vera “scuola napoletana” di violoncello e come si sviluppò?; quali erano gli strumenti (o lo strumento) che corrispondeva alla dicitura di “violoncello” a Napoli, soprattutto considerando il contesto così variegato dei bassi della famiglia dei violini in Italia e in Europa all’epoca?; ma anche quali erano le caratteristiche tecniche violoncellistiche così particolari del vasto repertorio prodotto nel Regno di Napoli e quali furono le influenze sullo sviluppo del violoncello “classico” a traverso l’‘esportazione’ dei violoncellisti napoletani, in primis in Francia. Sebbene la mia ricerca si concentri soprattutto sul repertorio stesso, il contesto più generale verrà esplorato anche tramite le poche fonti iconografiche e documentarie di cui disponiamo.