Polso e musica negli scritti di teoria musicale  tra la fine del Quattrocento e la metà del Seicento View larger

Dafne in alloro di Benedetto Ferrari: drammaturgia ‘alla veneziana’ per Ferdinando III (Vienna, 1652)

Author Nicola Usula
Series Recercare - Rivista per lo studio e la pratica della musica antica - Journal for the study and practice of early music
Nr. XXXIII-2021
Size 17×24, pp. 201
Year 2021
ISBN 9788855431040

Price 7,00 €

The article sheds light on the Viennese chapter (1651-1653) of Benedetto Ferrari’s life, who is known as the theorbo player, composer, singer and poet who witnessed the beginnings of public opera in Venice. The essay focuses on the first of Ferrari’s dramatic works documented at the court of Ferdinand iii between 1651 and 1653: a sung introduction to a ballet entitled Dafne in alloro, staged in Vienna in 1652. After a first section devoted to the reconstruction of Ferrari’s activity in the capital of the Holy Roman Empire, this essay presents the only two manuscripts containing the text of Dafne, which appear to survive in two different versions: one source is preserved in the National Library of Vienna and the other in the Biblioteca Estense in Modena. The Modenese volume, besides Dafne, presents also four of Ferrari’s Venetian librettos (Andromeda, Maga fulminata, Ninfa avara, and Prencipe giardiniero), however they appear in an unknown version never studied until now. The article continues with the analysis of some philological issues related to the dramatic texts copied in the Modena manuscript. Moreover, after the presentation of the two versions of Dafne, the essay ends with the framing of the Modena manuscript within a strategy of self-promotion that probably Ferrari used to return to Italy and, more specifically, to the court of Modena. In the appendix of the article a complete critical edition of the dramatic text of Dafne in alloro with introduction and apparatus is provided.

Nicola Usula è Senior Researcher all’Università di Friburgo in Svizzera. Si occupa di ricerca nei campi della filologia musicale, della librettologia e dell’iconografia musicale, con un particolare focus sulla storia dell’opera italiana d’età barocca. Tra i suoi principali lavori si annoverano: lo studio comparatistico inter artes incentrato sull’opera Il carceriere di sé medesimo (Firenze, 1681) di Lodovico Adimari e Alessandro Melani (Pisa, Pacini, 2019), l’edizione critica dell’Orione di Francesco Melosio e Francesco Cavalli (con Davide Daolmi, Kassel, Bärenreiter, 2015), e l’edizione in facsimile delle partiture del Novello Giasone di Francesco Cavalli e Alessandro Stradella, e della Finta pazza di Francesco Sacrati (Milano, Ricordi, 2013 e 2018). Attualmente lavora all’edizione critica del Giasone di Cavalli e all’edizione dei libretti di Antonio Draghi (con Alfred Noe) e di Antonio Vivaldi (con Giada Viviani). Tra i riconoscimenti ricevuti in ambito nazionale e internazionale, vanta il Premio Antonio Feltrinelli Giovani nella categoria ‘Storia e cultura della musica’, conferitogli nel 2020 dall’Accademia Nazionale dei Lincei.
nicolausula@gmail.com