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Cosa fa l’analisi all’opera
| Autore | Jean-Marc Chouvel |
| Collana | Rivista di Analisi e Teoria Musicale |
| N. | XXVIII - 2022-2 |
| Dimensioni | 17×24, pp. 185 |
| Anno | 2022 |
| ISBN | 9788855431736 |
Dopo aver considerato, con Marcel Proust, i diversi momenti e forme di accesso a un’opera, si tornerà a un punto di vista molto assiomatico sull’analisi, con una panoramica epistemologica di quella che i fisici chiamano “analisi di Fourier”. Prenderemo in considerazione questo esempio e il modello totalmente matematizzato che trasmette, per proporre un primo approccio teorico di ciò che è un oggetto musicale con e senza analisi. Cercheremo poi di estendere le idee proposte da questo modello ai meccanismi più complessi proposti dall’”analisi cognitiva”. Le relazioni interconnesse tra descrizione, rappresentazione e interpretazione sembrano essere cruciali per la pratica dell’analisi musicale. La questione deontologica della “neutralità” dell’analista (da non confondere con l’idea di “livello neutro” nella terminologia di Molino-Nattiez) deve essere confrontata con l’ineludibile focalizzazione su un punto di vista (che non può essere ridotto a mera soggettività). Si sottolinea l’importanza di quello che Otto Laske ha definito “agenda” e la necessaria trasparenza della sua enunciazione. L’implementazione dell’algoritmo di analisi cognitiva fornisce un buon esempio della necessità di questi concetti e ci permette di immaginare come i nuovi strumenti per la musicologia influenzeranno la nostra comprensione della musica in futuro, proprio come il sonogramma ha influito sulla nostra comprensione del suono.
Parole chiave
Analisi musicale, analisi multiscala, Analisi cognitiva, Fourier, Proust