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Il modernismo inattuale di Ildebrando Pizzetti

Autore Vincenzo Borghetti
Curatela Susanna Pasticci
Collana Chigiana
N. III - 1
Dimensioni 17×24, XIV+389
Anno 2019
ISBN 9788855430067

Il saggio propone una riflessione sulla figura storica di Ildebrando Pizzetti e sul discorso storiografico che ha orientato la ricezione della sua opera dal secondo dopoguerra fino a oggi. Si inizia tracciando un profilo del compositore nel contesto storico, ideologico e culturale dell’Italia tra la fine del diciannovesimo e i primi decenni del secolo successivo. Vengono quindi analizzati gli aspetti innovativi della sua formazione (come ad esempio lo studio della musica antica, e il significato che questo ha assunto nella sua carriera), il suo ruolo nell’ambito della vita musicale italiana contemporanea, la sua attività di saggista e, soprattutto, il suo contributo al modernismo musicale nazionale e al dibattito culturale che lo promuove. Nella sezione centrale si dedica particolare attenzione al teatro musicale di Pizzetti, di cui vengono esaminate e discusse le principali caratteristiche tecnico-compositive, ideologiche e drammaturgiche. La parte finale del saggio si concentra sulla fortuna critica delle sue opere nell’ambito del rapporto sempre più problematico del compositore con le avanguardie, a partire dagli anni Trenta, e sugli effetti che questo rapporto ha avuto sul piano storiografico fino ai giorni nostri.

Insegna storia della musica all’Università di Verona. Ha studiato all’Università di Pavia, dove nel 2001 ha conseguito il dottorato di ricerca. Nel 2007-2008 è stato fellow di Villa I Tatti, The Harvard University Center for Renaissance Italian Studies, Firenze. I suoi interessi di ricerca vertono principalmente sulla polifonia rinascimentale e sull’opera italiana del primo Novecento. Di recente ha pubblicato l’edizione critica di Elisabetta regina d’Inghilterra di Gioachino Rossini (2016). È co-autore del volume Il bacio della Sfinge: D’Annunzio, Pizzetti e “Fedra” (1998); i suoi saggi sono apparsi su riviste quali «Early Music History», «Acta Musicologica», «Imago Musicae», «Journal of the Alamire Foundation». Nel 2019 è stato selezionato come membro dell’Academia Europaea.