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Esordi gregoriani di Ildebrando Pizzetti

Autore Gian Paolo Minardi
Curatela Susanna Pasticci
Collana Chigiana
N. III - 1
Dimensioni 17×24, XIV+389
Anno 2019
ISBN 9788855430067

L’etichetta “gregoriana” che Ildebrando Pizzetti convenzionalmente si porta addosso ha radici profonde, ben diverse dalla vocazione “antichistica” di altri musicisti del nostro Novecento storico. Fondamentale fu per Pizzetti l’incontro con Giovanni Tebaldini, uno dei più meritori continuatori del movimento ceciliano, che nel 1897 aveva assunto la direzione del Conservatorio di Parma dove con spirito pionieristico, non poco osteggiato, allargò il campo dell’insegnamento allo studio del canto gregoriano e della polifonia palestriniana. E proprio dalla scoperta di queste regioni lontane svelate da Tebaldini il giovane Pizzetti trarrà spunti e motivazioni già riconoscibili nei lavori di scuola, in quel carattere prosodico del discorso musicale che costituirà un tratto costante nel linguaggio pizzettiano. L’attrazione del giovane compositore verso quel mondo remoto che indicherà come “musica dei greci” non si traduce in una esplorazione filologica ma nella rivelazione di quella ricchezza scaturente dal rapporto con l’ethos, matrice di quella tensione drammatica che domina la visione del compositore. La fede per una musica concepita come “puro sentimento fatto suono”, un disegno che oltrepassa le pure questioni di lingua per avvolgere più ampiamente l’uomo e superare quindi categorie e schemi; dramma che si consuma non soltanto entro le grandi aperture teatrali ma pure nello spazio più raccolto di una lirica, nel teatro più privato di un tempo di sonata, nella trama austera e scabra di una pagina corale.

Ha insegnato storia della musica moderna in qualità di professore associato di musicologia all’Università di Parma. Oltre a numerosi saggi apparsi su riviste ed enciclopedie italiane e straniere, ha pubblicato i volumi La stellina di Barilli; Ildebrando Pizzetti, la giovinezza; Studi e letture di musica, dal Barocco al Novecento; Quattro saggi sul Novecento musicale italiano; I Concerti per pianoforte e orchestra di Mozart; La musica da camera di Schubert. Critico musicale della «Gazzetta di Parma» dal 1973, collabora con varie riviste tra cui «Amadeus», «Opera International Magazine» e «Classic Voice».