Visualizza ingrandito
Pizzetti classico contemporaneo
| Autore | Stefano Jacoviello |
| Curatela | Susanna Pasticci |
| Collana | Chigiana |
| N. | III - 1 |
| Dimensioni | 17×24, XIV+389 |
| Anno | 2019 |
| ISBN | 9788855430067 |
Apertamente ostile alle sperimentazioni delle avanguardie, Pizzetti viene spesso giudicato un passatista. Eppure molta della sua musica, soprattutto quella corale, suona inaspettatamente attuale al pubblico del XXI secolo. Fra il recupero del sapere musicale greco-latino, lo studio delle fonti medioevali e il ritorno al gregoriano nella liturgia Cattolica — tendenze ampiamente presenti nel panorama musicale di primo Novecento — Pizzetti si è mosso in maniera originale costruendo l’immagine sonora del passato e misurandone esteticamente la distanza dal presente, per farle assumere la forma attuale della memoria culturale, da trasmettere proiettandola al futuro. I dispositivi discorsivi elaborati da Pizzetti dotano le figure musicali di uno spessore diacronico che produce una dimensione temporale stratificata, costringendo l’ascoltatore a riorientarsi continuamente nel fluire ordinato del tempo musicale. La Messa di Requiem (1923) offre il campo di analisi per rilevare questi procedimenti e descrivere l’efficacia dei dispositivi del discorso musicale funzionali all’anacronismo dell’ascolto.
Se le forme dell’ascolto sembrano rappresentare per Pizzetti il problema artistico principale, il procedimento che lui ha scelto di attuare per risolverlo può essere associato alla produzione del “sound”, processo tipico dell’industria musicale. Ma la riflessione sul tempo, il suo peculiare modo di richiamarsi alla classicità, il moderno atteggiamento di mediazione fra diverse epoche, spinge a considerare Pizzetti come un possibile riferimento per riformulare la categoria di “classico contemporaneo” nei termini di una teoria formale dell’arte, contro l’etichetta attualmente in uso sul mercato delle produzioni musicali.