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Rimini, Ms. San Gaudenzo III

The New Life of a Dismembered Songbook

Vol. II: The Codex as It Was

Maggiori dettagli

Curatela Reconstruction by Francesco Zimei; Digital restoration by Giacomo Pirani
Collana Ars renovata
N. 1
Dimensioni 24x32 cm, pp. 115
Anno 2026
ISBN 9788855435352

Ars renovata. Parte, dopo una lunga gestazione, la nuova collana LIM dedicata ai facsimili e agli studi critici dei più importanti manoscritti musicali del Medioevo e del Rinascimento. «Ars renovata» — il cui titolo richiama programmaticamente le illustri radici della precedente serie, intitolata «Ars nova» legata alla nascita della stessa casa editrice — guarda in realtà a un arco storico ben più ampio del solo Trecento, e si propone come spazio editoriale per l’intera tradizione manoscritta medievale e rinascimentale.
Comitato scientifico. Camilla Cavicchi (Tours), Julia Craig-McFeely (Oxford), Marco Gozzi (Trento), Andreas Janke (Berlino), Agnese Pavanello (Basilea), Giacomo Pirani (Trento), Francesco Zimei (Trento, presidente).

Rimini, Ms San Gaudenzo III: The New Life of a Dismembered Songbook

Il primo numero della collana, Rimini, Ms San Gaudenzo III: The New Life of a Dismembered Songbook, si articola in due volumi: il primo contiene gli studi introduttivi ed è a cura di Francesco Zimei; il secondo, dal titolo The Codex As It Was, è firmato da Francesco Zimei per la ricostruzione del manoscritto e da Giacomo Pirani per il restauro digitale delle immagini.

I frammenti musicali del ms. San Gaudenzo III, conservato presso l'Archivio di Stato di Rimini, costituiscono il caso più ragguardevole sinora emerso di smembramento e reimpiego, a fini di legatura, di una raccolta medievale di musica profana. Si tratta di 179 strisce di pergamena, lunghe 40 cm e alte 4-5 cm, ricavate nel XVI secolo all'interno del monastero eponimo dissezionando orizzontalmente le carte di un  canzoniere compilato alla corte malatestiana a cavallo fra Tre e Quattrocento. L’obiettivo originario era rinforzare la tenuta di un registro di riscossione di canoni relativo ai terreni dell'abbazia, ma la modalità adottata ha finito col tempo per rendere ancora più precaria la stabilità del volume, mettendone a rischio la stessa sopravvivenza.

Nel 2016 questo materiale ha suscitato l'attenzione del musicologo Francesco Zimei, il quale, d'intesa con l'Archivio depositario, ne ha promosso il recupero attraverso ripetute attività di sensibilizzazione, ottenendo infine la disponibilità dell'allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali — Direzione Generale per gli Archivi — e dell’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro di Roma (ICPAL – MBACT) a effettuare il lavoro. L’intervento è stato portato a termine nel 2025, con
l'obiettivo di restituire a condizioni di fruibilità sia il volume-ospite che le strisce musicali. I frammenti sono stati staccati, ripuliti dalla colla, fotografati ad alta risoluzione e sottoposti a un'azione di recupero scientifico ad ampio raggio, coordinata dallo stesso Zimei e condotta con il coinvolgimento dei membri del progetto ERC AdG LAUDARE, da lui diretto, con sede presso l'Università di Trento.
In questa circostanza, attraverso tecnologie di ultima generazione, i materiali sono stati rettificati digitalmente e rimontati nella posizione originaria, riportando virtualmente in vita ben cinque degli undici fascicoli del canzoniere medievale, per un totale di 48 delle 110 carte originarie. L'esame dei contenuti ha rivelato l'esistenza di 85 composizioni — 72 italiane e 13 francesi — tra le quali si contano ben 20 unica.