L’Europa riconosciuta, ossia: «les souvenirs capricieux de la postérité»
| Autore | Marco Capra |
| Collana | Studi e Saggi |
| N. | 4 |
| Dimensioni | 17×24 cm, pp. XVI+325 |
| Anno | 2017 |
| ISBN | 9788870969146 |
Nel 1774, alla morte di Florian Gassmann, Hofkapellmeister nella Vienna dell’imperatore Giuseppe II, il suo delfino Antonio Salieri viene nominato Kammerkomponist e poi Kapellmeister della compagnia italiana dell’Hofopernensemble e il suo nome è ormai conosciuto nelle principali capitali europee. Preceduto da quella fama, egli giunge a Milano nel 1778 per inaugurarvi il “Nuovo Regio Ducal Teatro”, l’odierna Scala, con il dramma per musica in due atti Europa riconosciuta. È un incarico di straordinario prestigio che egli condivide con Mattia Verazi, l’autore del testo poetico, e che sembra aprirgli le porte di una carriera di successo anche nei teatri italiani. Infatti, l’anno seguente torna a Milano per inaugurarvi il Teatro della Canobbiana e nei decenni successivi le sue opere sono rappresentate nelle principali piazze teatrali italiane, da Venezia a Bologna, da Roma a Napoli. Conclusa quella parentesi felice, in Italia il suo nome viene quasi dimenticato fino alla seconda metà del Novecento, condividendo la sorte comune a tutti i compositori italiani di nascita, ma che all’estero hanno sviluppato la loro fortuna. Di quella sorte Europa riconosciuta rappresenta il caso più emblematico, poiché, a dispetto dell’occasione che la lega al più prestigioso teatro italiano, essa è caduta in un oblio che neppure le celebrazioni del primo e del secondo centenario della nascita della Scala hanno potuto scalfire, per riapparire trionfalmente solo nel 2004, duecentoventisei anni dopo il suo debutto sul palcoscenico di quel teatro.
