Antonio Salieri. La carriera di un musicista fra storia e leggenda Visualizza ingrandito

Angiolina ossia Il matrimonio per sussurro. Il vecchiotto cerca moglie

Autore Maria Chiara Bertieri
Collana Studi e Saggi
N. 4
Dimensioni 17×24 cm, pp. XVI+325
Anno 2017
ISBN 9788870969146

Il saggio è dedicato ad una delle più fortunate tra le opere composte da Antonio Salieri, Angiolina ossia Il matrimonio per susurro (Vienna, teatro di Porta Carinzia, 22 ottobre 1800, su libretto di Carlo Prospero De Franceschi), e indaga come sia stato trattato nel tempo il diffuso soggetto del vecchio che decide di prender moglie. In particolare, vengono prese in esame le fonti letterarie che l’hanno preceduta e le opere sullo stesso soggetto che l’hanno seguita.
Tra le prime, punto di partenza è Epicoene di Ben Jonson (1609), ma ben presenti al librettista furono anche Jean Baptiste Rousseau (con L’hypocondre ou La femme qui ne parle point, 1733) e Gaetano Sertor (con Il divorzio senza matrimonio ossia La donna che non parla, per la musica di Giuseppe Gazzaniga, 1794). Quanto ai lavori di cui la nostra Angiolina è stata ispiratrice, si comincia dal Dritto e rovescio, ovvero Una delle solite trasformazioni del mondo (Giuseppe Maria Foppa, 1801), cui seguirono Il matrimonio per susurro di Giuseppe Caravita (1803, per la musica di Valentino Fioravanti, calco diretto di De Franceschi), quindi Ser Marcantonio di Angelo Anelli per Stefano Pavesi (1810), e infine Don Pasquale di Ruffini-Donizetti (1842).
L’intricata relazione di derivazioni e migrazioni viene dipanata grazie al confronto tra questi testi letterari, e condotto attraverso alcune situazioni ricorrenti: la donna che non parla, lo scambio dello sposo, la presentazione della sposa, l’insofferenza per il rumore.