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To whom did Francesco Landini address his madrigal Deh, dimmi tu?
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| Autore | Elena Abramov-van Rijk |
| Collana | Recercare - Rivista per lo studio e la pratica della musica antica - Journal for the study and practice of early music |
| N. | XXXII/1-2 2020 |
| Dimensioni | 17×24, pp. 248 |
| Anno | 2020 |
| ISBN | 9788855430319 |
Lo studio della musica italiana del Trecento comporta necessariamente l’analisi dei testi delle composizioni, dal momento che questi contengono preziose informazioni sulle circostanze in cui questi brani vennero composti. Tuttavia, l’impresa si rivela problematica, perché spesso i testi sono di difficilissima interpretazione ed è perciò necessario indagare su altro genere di fonti, come i documenti d’archivio o le opere letterarie, al fine di ricavarne rilevanti informazioni. Il madrigale a tre voci Deh, dimmi tu di Francesco Landini ha attirato l’attenzione di molti studiosi per la sua insolita tecnica compositiva: un canone alla quinta tra le voci di tenor e contratenor. Il suo testo è stato finora interpretato come una generica invettiva contro i nouveaux riches. In questo articolo l’autrice intende dimostrare invece che Landini potrebbe aver voluto riferirsi a un suo collega musicista di grande successo, a giudicare dai lussuosi vestiti, gioielli e cavalli (“tondi palafreni”) con cui veniva ricompensato. Ulteriori indagini hanno permesso di reperire numerosi documenti, sia amministrativi sia letterari, in cui proprio i cavalli appaiono quale segno distintivo del celebre cortigiano, buffone, poeta, cantante e suonatore di strumenti Dolcibene. Considerati nell’insieme, questi documenti costituiscono una solida base che permette di avallare l’ipotesi di vedere in Dolcibene il destinatario dell’invettiva del madrigale di Landini.
meir.vanrijk@mail.huji.ac.il