La psichedelia come forma simbolica. Musica e costrutti culturali Visualizza ingrandito

Trasformazioni e multiformità del livello profondo nel Preludio op. 28 n. 6 di Fryderyk Chopin

Autore Marco Stassi
Collana Rivista di Analisi e Teoria Musicale
Dimensioni 17×24, pp. 194
Anno 2019
ISBN 9788855430432

Il preludio in questione, in Si minore, è il sesto brano della raccolta dei 24 Preludi op. 28 (ca. 1837–1839) di Fryderyk Chopin. Il brano si contiene in due segmenti musicali di tipo A-A’ che articolano una sorta di Period composto seguito da una codetta. L’individuazione di questa traccia formale consegue al raffronto delle due cadenze a bb. 8 e 22.
La presente lettura, tuttavia, accoglierà la possibilità di riconsiderare il primo momento cadenzale in maniera da supporre, piuttosto, la sostanziale ripetizione di due frasi sentenziali. L’analisi che conseguirà a questa scelta sarà mirata a valorizzare sia le apparizioni dell’armonia della sottomediante, sia del sorprendente slittamento al Do maggiore delle bb. 11–14 così da attribuire loro un ruolo fondante, che consenta la possibilità di formulare il livello profondo secondo due fisionomie sovrapponibili.
La doppia ipotesi circa il livello profondo suggerirà quindi una multiformità strutturale, che s’intenderà riferita alla sintassi tonale tradizionale in maniera da stabilirne non già un potenziale sfaldamento, ma la fondamentale permanenza.
L’analisi, oltre a proporre la segmentazione fraseologica secondo i modelli delle funzioni formali fissate da William Caplin, si servirà di un concorso tra la metodologia schenkeriana e le trasformazioni descritte dalla teoria neo-riemanniana.
L’obiettivo sarà quello di illustrare il brano evidenziando una modalità compositiva che, pur avvalendosi fortemente dei procedimenti propri alla seconda pratica del tonalismo, s’innesta nel solco di una chiara continuità con la tradizione classica.

Parole-chiave: Chopin, Preludio n. 6; Analisi schenkeriana; Teorie Neo-riemanniane; 3 continuo.