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Athematic Cyclicism “à la Debussy”
Construction, function, and perception of some recurring intervals in the Sonata for Flute, Viola, and Harp
| Autore | Andrea Stefano Malvano |
| Collana | Rivista di Analisi e Teoria Musicale |
| Dimensioni | 17×24, pp. 168 |
| Anno | 2021 |
| ISBN | 9788855431361 |
Scopo dello studio è di analizzare alcuni aspetti specifici dello stile di Corelli, rimanendo vicini ai riferimenti del suo tempo, considerando quindi le tendenze dello stile corrente e il cristallizzarsi di tali tendenze nella trattatistica coeva dedicata al contrappunto.
L’analisi è stata condotta sistematicamente su due contesti nei quali Corelli usa comunemente la dissonanza in sincope: la cadenza finale e la catena discendente di dissonanze in sincope. Nel caso della cadenza la formula viene quasi sempre affidata alle parti superiori, mentre nelle catene di dissonanze viene disposta in una qualsiasi coppia di voci; la realizzazione della terza parte è seguente, come già era comune nella pratica della polifonia cinquecentesca. La composizione della parte del basso — secondo le possibilità concesse dall’interpretazione delle regole del contrappunto in campo tonale — precede quella delle altre voci solo nel caso in cui ad essa sia affidato il soggetto, negli altri casi è successiva.
Nelle catene di dissonanze in sincope, le parti, vincolate dalle regole d’uso della dissonanza, si distendono naturalmente su movimenti scalari che danno coerenza e traiettoria alle condotte. Corelli elude il più delle volte l’automatismo che sarebbe implicito nell’applicazione della formula.
Tra schemi — dotati di un’estensione già potenzialmente organizzata — e regole del contrappunto — aperte a diverse, benché limitate applicazioni — Corelli sceglie le seconde.
Parole chiave
Corelli, Cadenza, Dissonanza, Contrappunto, Schema