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Musicisti in uniforme

L’arte dei suoni nell’Esercito sabaudo
(1670–1870)

Maggiori dettagli

Autore Enrico Ricchiardi
Collana Istituto per i beni musicali in Piemonte
Dimensioni 21,5×30,5 p. XI+362
Anno 2019
ISBN 9788870969832

Il legame fra gli ambienti musicali della corte sabauda e il mondo militare piemontese è un filone originale di ricerca, per di più indagato solo in parte, che mi ha condotto nuovamente fra gli sterminati fondi sull’Armata Sarda conservati nell’Archivio di Stato di Torino e nella Biblioteca Reale. L’obiettivo iniziale, che intendeva approfondire i rapporti fra le strutture musicali civili e militari in area subalpina dalla fine del XVII secolo sino al 1870, è stato ampiamente superato dalla grande mole di documentazione rinvenuta, che ha permesso di ricostruire con esattezza l’organizzazione, la consistenza, la dotazione strumentale e l’evoluzione tecnico-artistica delle musiche dell’Esercito sabaudo.
A ciò si deve aggiungere l’aspetto uniformologico, un elemento essenziale per comprendere la condizione dei musicisti militari e i segni esteriori attraverso cui essi ambivano a distinguersi dal resto della truppa. Con l’aiuto di rari figurini di diverse epoche, quasi tutti inediti, è stato possibile ricomporre le tessere del suggestivo mosaico di ornamenti, ricami, gradi, cordelline, oggetti e accessori che nel corso dei secoli hanno identificato lo strumento musicale dell’armata.
Uno strumento ordinato rigidamente in categorie, se è vero che i suonatori delle bande reggimentali, spesso professionisti che decidevano di contrarre una ferma temporanea, tenevano molto a distinguersi dai musicisti ordinari delle compagnie e degli squadroni cui era affidato il compito di scandire le operazioni di caserma, le evoluzioni in piazza d’armi o gli ordini degli ufficiali in battaglia. Da una parte gli artisti da concerto, insomma, dall’altra gli operai del suono: tamburini maggiori, tamburini, pifferi, corni caccia e trombettieri per la fanteria; trombettieri, talvolta coadiuvati dal timballiere (il suonatore di timpani) per la cavalleria.
Malgrado la loro riconosciuta importanza, confermata anche dal notevole impegno economico profuso dai reggimenti per garantirsi gli elementi migliori, le bande militari sono rappresentate raramente nei quadri e nei disegni. È stato dunque necessario, soprattutto per completezza documentaria, ricostruirne graficamente un certo numero sulla base delle disposizioni regolamentari e dei contratti di fornitura. Ne è uscito un interessante strumento divulgativo che contribuisce non poco alla comprensione di un’epoca e di un mondo.