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Musica oltre l’avanguardia

Giampaolo Coral tra psicografia, letteratura, arti figurative e sapienza ermetica

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Curatela Ivano Cavallini
Collana Studi e Saggi
N. 83
Dimensioni 17x24 cm, XIV + 181
Anno 2026
ISBN 9788855434829

La biografia di Giampaolo Coral si intreccia in modo indissolubile con la storia di Trieste nella seconda metà del Novecento. Al contempo, in forma di antinomia, la triestinità imbevuta di nostalgie absburgiche rappresentò per lui un’incongruenza da superare. Nonostante la fama, acquisita grazie a un numero consistente di riconoscimenti in Italia e all’estero, nella città natale Coral visse in uno stato di pudica riservatezza. Un riserbo commisto a diffidenza verso il presente, bastevole ad amplificare le sue turbe esistenziali, dacché l’immobilità cui fu costretto il capoluogo giuliano dopo la guerra non risparmiò la musica contemporanea. Nel 1987 egli reagì a quella vistosa assenza istituendo il Festival Trieste Prima, che permise di ascoltare una messe di composizioni sconosciute, scritte da personalità eminenti dell’Europa centro-orientale e di molti altri paesi.
A fronte di tale sfida, gli autori dei saggi raccolti in questo volume analizzano la ‘psicografia’ di Coral attraverso i paradigmi a lui cari: le figure del doppio, il processo tematico embricato nelle faglie del timbro, le formule essenziali di due o quattro note, le ‘immagini sonore’ liberamente ispirate alle opere di Klee e Kubin, nonché il confronto serrato con i coetanei.
Coral condusse la ricerca del nuovo in una dimensione di aseità, maculata di neoespressionismo e pregna di soggettivismo, in contiguità con la pittura, la letteratura e la sapienza alchemica nella prospettiva degli archetipi di Jung. Se da un lato la vena creativa del maestro è il frutto di un dialogo originale tra le arti, dall’altro è l’esito di innesti tra narrazione e antinarrazione, da tradursi nella dualità fattori aggreganti vs. strutture indipendenti estranee alla nozione di tempo in divenire. In breve: lo specchio di una personalità in cui convissero l’animo saturnino e le pulsioni mercuriali, come attestano le tinte fosche di Amras (1992), o dei Demoni (1997) e, in senso opposto, l’aniconica, algida Seconda sonata per pianoforte (1979).

SOMMARIO

Adriano Martinolli D’Arcy, Prefazione
Ivano Cavallini, Introduzione
Luca Pfaff, La rencontre imprévue. Una lettera su Giampaolo Coral
Renzo Cresti, La psico-musica di Giampaolo Coral
Ingrid Pustijanac, «Cronaca di un viaggio»: tracce di soggettività nelle opere orchestrali degli anni Settanta di Giampaolo Coral
Adriano Martinolli d’Arcy, Avanguardia e tradizione. Le sperimentazioni nella musica corale di Giampaolo Coral
Paolo Somigli, La musica per pianoforte nell’opera di Giampaolo Coral
Leonardo Zunica, Solve et coagula. Coral e l’alchimia
Ivano Cavallini, Giampaolo Coral: riscritture della mimesi, eterotopia
Mauro Rossi, Tra Mercurio e Saturno: polarità letterarie nella Trieste degli anni Ottanta e nella biografia di Giampaolo Coral
Corrado Rojac, Il festival Trieste Prima: l’anima rivoluzionaria di Giampaolo Coral 
Giorgia Scartezzini, Giampaolo Coral: nota biografica e catalogo delle composizioni