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Quando Marc-Antoine Charpentier fa scendere Orfeo negli inferi
| Autore | Daniel-Henri Pageaux |
| Collana | Sediziose voci. Studi sul melodramma |
| N. | 9 |
| Dimensioni | 17×24, pp. XI+228 |
| Anno | 2020 |
| ISBN | 9788855430678 |
Rifacendosi alla Favola d’Orfeo di Angelo Poliziano, ai precedenti lirici italiani dell’Euridice di Jacopo Peri e Ottavio Rinuccini, all’Orfeo di Claudio Monteverdi e Alessandro Striggio, alla Morte d’Orfeo di Stefano Landi, all’Orfeo di Luigi Rossi e al precedente francese di François Chapoton, La Descente d’Orphée aux enfers, il saggio prende in esame la cantata Orphée descendant aux enfers (1683–1684) e l’opera da camera La Descente d’Orphée aux enfers (1686–1687) di Marc-Antoine Charpentier e l’ambiente culturale in cui vennero composti questi titoli. Concentrandosi sull’effetto-sorpresa, voluto o fortuito, del secondo, esso pone anche la questione del finale ottimista, o meglio dell’assenza di finale, se non addirittura della perdita di un possibile terzo atto di un opera la cui compiutezza resta pur sempre aperta.