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Gli orientalismi nell’estetica europea: il mondo dell’opera tra il XVIII e il XX secolo
| Autore | Claudia Colombati |
| Collana | Sediziose voci. Studi sul melodramma |
| N. | 10 |
| Dimensioni | 17×24, pp. XXIII+337 |
| Anno | 2021 |
| ISBN | 9788855431033 |
Durante il Settecento, l’opera è influenzata dalle turcherie, soprattutto riferite alle scenografie, seppure presenti solo come effetti sonori (Voltaire, Salieri, Mozart, Cherubini, Rossini). Un significato simbolico assunse l’Oriente nella dimensione massonica delle opere di Mozart (Die Zauberflöte). In Germania, poeti e filosofi riconsiderarono la musica in una mistica orientaleggiante destinata a ispirare il pensiero compositivo e la scelta delle fonti letterarie. L’immaginario si avvale di un magico e fiabesco Oriente che va dalla Russia alla Francia di Bizet e alla Germania di Strauss. Nell’Italia di fine Ottocento, Verdi si ispira all’aspetto storico e esotico-archeologico per l’Aida. Col Novecento tale visione si sposta in Cina e in Giappone, che diventano l’ambientazione delle pucciniane Butterfly e Turandot e la composizione ricerca motivi del linguaggio musicale orientale.